LIBRI
VALORI

Già nel libro poetico L'albero della vita (1982) Alberoni aveva esposto la sua concezione filosofica della vita e della morale. Il tema è ripreso e ampliato in Valori. In ventitrè "riflessioni" Alberoni discute il problema del male e della violenza.

Religione, morale ed arte sono fondate su categorie diverse da quella della scienza. Hanno però la sua stessa dignità. La scienza sorge quando vengono eliminati i giudizi di valore e il finalismo. Essa è inoltre fondata su certe assunzioni a priori. Per esempio, nelle scienze sociali che ci sia un vantaggio dei costi-benefici. In questo modo la scienza ci da la natura, l'esistente. La natura è indifferente al dolore e alla giustizia. L'uomo, pur appartenendo alla natura ed essendo ingiusto e violento, aspira ad un mondo senza violenza e, alla luce di questo ideale, giudica se stesso e la natura. La morale è questo giudicare il mondo "dal di fuori".

L'universo evolve. Dalle particelle elementari si sono formati gli atomi e poi, via via, strutture sempre più complesse. Con gli esseri viventi è apparso il dolore e la fuga dal dolore, il primo rifiuto dell'esistente. Poi è arrivato l'uomo che ha distinto il bene dal male (ha mangiato il frutto dell'albero del bene e del male) ed incominciato a modificare il mondo per realizzare i suoi sogni e i suoi valori. Il rifiuto del dolore nei viventi, ed i sogni ed i valori dell'uomo sono il soffio del divino nell'universo.

L'evoluzione dell'uomo è appena incominciata. Però oggi si è impadronito del codice genetico, il frutto dell'albero della vita. Che cosa potrà diventare e fare nei prossimi milioni di anni? Compito dell'uomo è portare a compimento l'opera della creazione. Poiché la scienza è solo strumento, può guidarsi solo con la sua moralità. Ma la moralità non è oggetto di scienza, non è il prodotto della ragione, emerge come rivelazione dall'amore.






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