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Un volume di 500 pagine, è l'opera teorica più importante di Alberoni. Secondo questo sociologo le grandi formazioni sociali che durano nel tempo, chiese, nazioni, partiti, sette sono tutte dovute all'azione dei movimenti collettivi gli unici che sono capaci di creare solidarietà. Nella tradizione anglosassone la società e lo stato sono il prodotto dell'accordo razionale, del contratto (pensiamo a Hobbes e a Locke). Secondo Alberoni però il contratto stabilisce solo legami deboli. I legami forti invece nascono da un mutamento interiore, lo stato nascente, che consente un processo di fusione fra individui e la creazione di una comunità.

Il processo storico è determinato da due tipi di processi trasformativi. La trasformazione non solidaristica dovuta allo sviluppo scientifico, tecnico, economico che non crea solidarietà sociale ma che anzi, cumulandosi, produce disgregazione sociale. Ad un certo punto, però i movimenti ricreano solidarietà generando una nuova entità collettiva, un mutante sociale che si scontra con l'esistente. Lo stato nascente del movimento è caratterizzato dall'entusiasmo, dalla ricostruzione del passato (storicizzazione) e del futuro (progetto). Il movimento in seguito, crea una struttura (istituzione) che dura nel tempo.

Il movimento collettivo è perciò il processo che va dallo stato nascente alla costituzione della istituzione, dalla esplorazione del possibile alla definizione delle certezze e dei ruoli. L'istituzione perciò tradisce sempre lo stato nascente ma nello stesso tempo ne è l'erede e ne conserva al suo centro la speranza e la promessa. Ogni nuovo movimento perciò la sfida nel nome dei suoi stessi valori costitutivi.

I grandi movimenti sono formati dal confluire e fondersi di formazioni più piccole, le unità di movimento, ciascuna con il suo leader. Il leader carismatico dei grandi movimenti, di solito, è colui che riesce a unificare ed egemonizzare innumerevoli unità di movimento. Altre volte invece è colui che, con la sua azione, ha messo in moto il processo da cui sono nate.

Il movimento può essere di tipo religioso, etico o politico. È religioso quando la potenza sperimentata nello stato nascente viene ricondotta ad una entità trascendente. Etico quando il gruppo diventa lo strumento della liberazione dell'individuo. Politico quando, invece, il gruppo cerca il potere per trasformare la società più ampia.

Le Civilizzazioni Culturali sono le Grandi Istituzioni (pensiamo alla Chiesa cattolica, all'Islam, al Marxismo) nati da movimenti ma che poi hanno la capacità di modificare la struttura sociale al fine di rendersi permanenti e che sono inoltre capaci di crescere assorbendo i movimenti nati dal loro seno per sfidarle. La Chiesa cattolica, per esempio, è cresciuta assorbendo, sotto forma di ordini, i movimenti benedettino, cluniacense, francescano etc.






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