ARTICOLI DEL "CORRIERE"

Di seguito presento una selezione di miei articoli pubblicati sulle pagine del quotidiano “Il Corriere della Sera” nel 2011


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ANNO 2011

Ultimo saluto
26 Settembre
E scaduto il mio contratto e questo è il mio ultimo articolo su Il Corriere della Sera. Ho incominciato a scrivervi nel 1973, poi un breve intervallo su La Repubblica di Eugenio Scalfari. Mi ha chiesto di riprendere di nuovo nel 1986 il direttore di allora, Piero Ostellino, ed ho io gli ho proposto di mettere l’ articolo il lunedì perchè allora c’era solo lo sport e, nella prima pagina in basso, non disturbavo nessuno. È nata così la “rubrica de lunedì “ che siete abituati a leggere e in cui, per venticinque anni, ho parlato di argomenti lontani dai titoli della prima pagina, dal clamore dei dibattiti politici e delle polemiche roventi . Ho analizzato la vita quotidiana, ciò che succede alla gente comune, nelle case, nelle imprese, negli uffici, nel cuore e nella mente degli uomini. Ho scritto ciò che studiavo come psicologo e come sociologo: l’animo umano con le sue passioni, i suoi vizi, le sue virtù, le sue speranze e i suoi timori. Ho parlato dell’amore, dell’erotismo, della gelosia, della fedeltà e dell’infedeltà. Ho parlato dell’ amicizia, della lealtà e del tradimento. Ho parlato dei capi, dei creatori, degli imprenditori, ma anche dei distruttori, dei prepotenti e dei vanitosi. Ho parlato del lavoro , della scuola , dell’insegnare, dell’apprendere. Ho parlato della catastrofe e dello sconforto , della forza morale, dell’ottimismo e della speranza. Ogni volta, anche nelle situazioni più difficili , ho cercato di trovare una nota positiva , una meta verso cui andare.
Non ho mai attaccato o deriso nessuno , ho sempre cercato di capire le ragioni del comportamento umano convinto che, quando conosciamo noi stessi, possiamo cambiare o migliorare .
Ho un ricordo bellissimo del Corriere della Sera. E stato scrivendo i primi articoli che ho incominciato a elaborare quel linguaggio che mi consentirà di essere capito da tutti e tradotto in tutto il mondo. Il corriere è stato inoltre per me una grande scuola di libertà: ho sempre potuto scrivervi quello che volevo e non è mai intervenuto nessuno a dirmi cosa dovevo o non doveva dire. Conservo un caro ricordo dei direttori che si sono succeduti, da Piero Ostellino, a Ugo Stille (Misha) e il suo vicedirettore Anselmi che mi ha insegnato ad andare avanti sereno ignorando il chiasso dell’attualità. Poi Stefano Folli e, infine, due carissimi amici e maestri, Paolo Mieli e Ferruccio De Bortoli. A commiato, un abbraccio al pubblico che mi ha seguito.


Amore e amante
19 Settembre
Più leggo le lettere, più seguo le storie amorose su internet capisco che è difficile realizzare un grande amore erotico che dura. Molto dipende dal fatto che femmine e maschi cercano di comportarsi come se fossero uguali mentre invece, sul piano erotico, sono diversissimi. La donna, tende a stabilire un rapporto stretto, a condividere la vita quotidiana. L’uomo, anche quando è innamorato esita a darsi totalmente, si avvicina e si allontana. E’ sempre la donna che gli propone di andare a vivere insieme ma spesso lui esita anche quando la desidera e soffre per gelosia. Finche lei non gli fa capire che solo solo così troverà la serenità e la pace.
Gli uomini, salvo quando sono innamorati hanno sempre il sospetto che l’erotismo quotidiano nasconda la ripetizione e la monotonia (sempre pernici). Invece la donna sa che puo essere una esperienza continuamente nuova ed esaltante. Due punti di vista che nascono da due diversi punti di partenza mentali e fisici. L’uomo si eccita subito, basta mostrargli il corpo nudo femminile. E’ un eccitamento rapido che si scarica rapidamente. Al contrario la donna si eccita solo lentamente e con gli stimoli appropriati. L’uomo deve parlarle, divertirla, farla ballare, corteggiarla
Poi l’eccitamento erotico femminile si arricchisce con l’abbigliamento, con l’intimo seduttivo, cui seguono i baci, le carezze ( tutto ciò che assurdamente chiamano preliminari ) e che è invece l’essenza del dialogo amoroso maschio femmina. Il nudo completo, che è il primo pensiero dell’uomo, è l’ultimo della donna, è l’atto finale, il momento dell’abbandono, in cui magari tiene gli occhi chiusi. E la diversità continua dopo l’atto sessuale. La donna, dopo aver avuto un orgasmo totale è felice e in pace. Desidera restare abbracciata al suo amato a lungo, godere del contatto della sua pelle, del suo respiro. Lui invece si alza, cerca un cambiamento, al massimo ricomincia.
Sono fortunate le coppie che riescono a trasformare le loro differenze in una danza d’amore che dura estatica per anni e decenni. Molti non credono addirittura più che sia possibile. Invece si puo realizzare accettando la totale reciproca libertà, raccontandosi tutto, dicendosi solo la verità, chiedendo al nostro amato ciò che desideriamo, rivelandogli le nostre emozioni e partecipando delle sue fino a creare una vibrazione continua, in cui rinasce continuamente il desiderio e il suo stupefacente appagamento.


Il vile
12 Settembre
Ho già trattato altre volte il tema del pauroso e del vile. Perche la parole vile non e più usata, fa parte di quelle espressioni che il mondo moderno vorrebbe mettere in soffitta come l’onore. E c’è un stretto rapporto fra l’onore e la viltà. Vile è qualcuno che si comporta in modi disonorevole, meschino chi occhi dei suoi contemporanei e soprattutto dei suo pari. E vile chi, alla testa di un esercito scappa via, è vile chi si nasconde dietro un amico e si salva grazie alla sua morte, è vile chi accusa un altro di una colpa che ha commesso lui, è vile chi fugge davanti alla responsabilità. In sostanza il vile non e solo un è un pauroso che evita la responsabilità e si nasconde, ma che col suo comportamento danneggia un altro o degli altri a di cui invece dovrebbe rispetto. È vile chi un duello spara prima di essere arrivato al luogo stabilito o alle spalle. Un tempo per indicare che uno era vile , traditore e malvagio si usava l’espressione “maramaldo “ Fabrizio Maramaldo era un capitano al soldo di Carlo V che, quando ha avuto nelle mani ferito il comandate della Repubblica fiorentina Francesco Ferrucci, contrariamente alla leggi della cavalleria, lo ha ucciso e l’altro ha mormorato la famosa frase “ Vile tu uccidi un uomo morto“. Noi pensiamo che certe parole e i loro significati siano ormai definitivamente messi in soffitta e nessuno provi più quei sentimenti.
Ma non e vero. Non ci sono più le regole di cavalleria ma restano pur sempre le regole del valore, del merito, dell’amicizia. A me è capitato più volte in un concorso universitario che di votare contro un candidato bravo ma non ancor pronto per essere eletto. In seguito però io ni sono sentito in dovere andare a parlargli e spiegarli cosa doveva fare per riuscire nel prossimo concorso. Non mi sono nascosto come una ladro. Per non parlare dei casi un cui un persona importante cade in disgrazia, magari anche momentaneamente, per futili motivi. Gli altri, quelli che gli si dichiaravano amici, spariscono tutti, scappano come fosse un appestato. E che cos’e questo comportamento se non pura e semplice vigliaccheria? La gente sostiene che la viltà nel mondo moderno è scomparsa, che non e più di moda. Ma cosa dite? Non ci sono mai stati tanti vili come in questo momenti, anzi e un sentimento così diffuso, così abituale che non ci facciano quasi più caso. Semmai ti colpisce l’unico coraggioso che ha il coraggio di affrontarti e di dirti apertamente in faccia ciò che pensa.


Attività
5 Settembre
Quest’estate durante le vacanze ho parlato con numerosi imprenditori perchè volevo conoscere che difficolta incontravano e, più, in generale cosa pensavano e progettavano di fare. Tutti sentivano gli effetti della crisi. Ve ne saranno certo stati altri a cui tutto andava a gonfie vele ma io non ne ho incontrati. Quelle con cui ho parlato avevano comunque due modi opposti di reagire Una parte di loro era stanca di lottare e delusa. Alcuni pensavano di ritirarsi ed altri avevano addirittura incominciato a smobilitare. Ho trovato anche gente che aveva già chiuso la sua attività. Non me lo raccontavano come una esperienza drammatica o un fallimento, ma piuttosto come se avessero deciso di “ andare in pensione”: stare un pò in citta e un pò nella loro villa al mare, andare in barca, fare ancora qualche lavoro ma solo con caratteri di hobby. Ce ne erano altri invece che reagivano in modo iperattivo. Dicevano apertamente che non sopportavano più di stare in vacanza quando avrebbero avuto tanto da fare nelle loro imprese ma i dipendenti e gli operai erano in ferie, i clienti pure, insomma in questo maledetto agosto tutto il sistema produttivo italiano era vergognosamente fermo. Dicevano che se avessero potuto sarebbero tornati immediatamente al lavoro, dato inizio a nuova attivita, sperimentato nuove idee che erano venute loro in mente, ma erano legati, frenati.
È questo e probabilmente l’effetto di ogni grave recessione, trovarsi di fronte ad un blocco, uno ostacolo davanti al quale molti rinunciano, mentre altri si arrovellano per cercare una strada o uno stratagemma con cui superarlo. Un proverbio dice che la necessita aguzza l’ingegno. Durante la seconda guerra mondiale i sommergibili tedeschi avevano reso quasi impossibile i trasporti dagli USA all’Europa e il problema fu risolto costruendo un numero incredibile di navi Liberty col metodo dei pezzi prefabbricati. Poi, dopo innumerevoli tentativi, fu decifrato il codice tedesco Enigma e bloccata la loro offensiva.
La probabilita di superare l’ostacolo aumenta tanto più quanto più numerose sono le persone che non si arrendono e non stancano di inventare e sperimentare nuove strade. Ma quali difficolta devono superare! Perche la maggior parte della gente di fronte alle difficolta diventa nervosa, reagisce istericamente, taglia le spese in modo irrazionale, ma non guarda con chiarezza al futuro, non ne sfrutta le possibilità. E quei pochi che lo fanno spesso non vengono capiti.


Il fascino
29 Agosto
La nostra e un epoca che da una grande importanza alla bellezza fisica. Pensiamo all’enorme sviluppo delle palestre, delle beauty farm, della chirurgia estetica, alle spese per la cosmesi e l’abbigliamento. Ma fra tante donne belle ed eleganti e tanti uomini curatissimi quanti hanno fascino? Pochi, pochissimi.
Perche la bellezza può contribuire a generare fascino ma non basta da sola, ci sono persone che ti colpiscono per la loro bellezza, la loro eleganza e la loro raffinatezza, ma dopo un po che sei con loro quell’impressione scompare. E ce ne sono altre invece che non sono belle ma suscitano in te una emozione che non scompare col tempo, anzi si rafforza.
Quello che abbiamo detto della bellezza vale anche per la ricchezza ed il potere. La ricchezza e il potere sono una componente del fascino ma non bastano a generarlo. Vi sono personaggi ricchi e potenti totalmente privi di fascino anzi insignificanti e sgradevoli. Anche l’attrattività erotica, quelle che un tempo si chiamava sex appeal fa parte del fascino, ma non basta da sola. Il fascino è una forma di attrazione che promana dalla persona tutta intera. Anche il fascino erotico.
Nel vecchio film Picnic William Holden e un poveraccio che arriva in una cittadina americana e fa umili lavori ma il suo aspetto e il sua modo naturale di muoversi sprigionano un fascino irresistibile sulle donne. Esse sentono che ha avuto una vita intensa , che conosce il mondo e conosce il loro animo. È il suo passato che si oggettiva nel presente. Desdemona si innamora di Otello quando le racconta la sua vita, Nausica di Ulisse quando intuisce che è il protagonista di una storia grande e terribile. Nel film L’eta dell’innocenza la il fascino della contessa Olenska scaturisce dal mistero della sua esistenza e dei suoi amori nella lontana Europa.
Il fascino appare quando la persona sprigiona qualcosa che accende la fantasia. Ma deve essere la persona in se stessa, per quanto è realmente. Il fascino non puo essere prodotto dalla finzione, dall’artificio, dalla recita. Nasce solo quando ciò che la persona dice e fa corrisponde al suo interno essere, alla sua verità. Climt Eastwood ha fascino perche è intimamente quello che rappresenta, lo stesso vale per Vasco Rossi. Marylin Monroe recitava se stessa. Il fascino è una figura della verita. L’ ultimo discorso del presidente Napolitano ha profondamente colpito tutti gli italiani perche esprimeva la sua personalità globale, la sua totale obbiettività e sincerità.


Ferie a Ferragosto
8 Agosto
Nonostante si parli da anni di ferie scaglionate, nonostante siano stati imposti dei turni per i servizi essenziali, di fatto la maggior parte della gente che può permetterselo prende le ferie attorno a ferragosto. In ad uno ad uno chiudono tutti i negozi, i ristoranti, le edicole, il cinema, i parrucchieri i benzinai perche diminuiscono i clienti ma anche perche i gestori hanno programmato le ferie in quei giorni. E che sia più importante l’abitudine che la mancanza di clienti lo si vede in alcuni importanti centri turistici dove i clienti diventano dieci volte più numerosi ma molti artigiani, professionisti e medici del luogo vanno in ferie anche loro.
Il comportamento della gente non è razionale. In questo periodo infatti strade, treni, aerei, alberghi, spiagge, sono tutti sovraffollati e costano molto di più. Perchè allora continuiamo ad agire così? Per abitudine, per tradizione. Come nelle feste di Natale, di Pasqua . Ferragosto è una antica festa romana istituita da Augusto che poi è diventata religiosa ( L’Assunzione). Pochi però se ne ricordano oggi.
Ma è sufficiente l’abitudine a spiegare spese più elevate per una maggiore scomodità? Personalmente sono convinto ci agisca un altro fattore: la tendenza degli esseri umani a riunirsi, ad aggrupparsi.
La gente va dove c’è altra gente. Non si ferma davanti ad un ristorante semi vuoto ma aspetta di avere un posto in uno sovraffollato. Lo fa perche pensa che il ristorante pieno sia migliore, ma anche per un impulso più profondo, istintivo, che ci trascina verso iqualsiasi luogo, discoteca, strada, piazza affollata: dove sono in tanti vogliamo esserci anche noi. L’essere umano è spontaneamente portato ad andare dove sono gli altri. Le persone che arrivano in una immensa spiaggia deserta non si collocano il più lontano possibile l’una dall’altra. Si fermano non troppo distanti fra di loro e, spesso , formano dei gruppetti.
Da sempre la gente ha fatto cortei, processioni, e, soprattutto feste. La “grande festa “ era l’occasione per ritrovarsi tutti per fare qualcosa di eccezionale: mascherarsi, bere e mangiare, fare sesso con altri. La “grande festa “ e sempre stata il momento dello spreco, dell’eccesso. Erano cosi il Carnevale di Venezia, sono ancora cosi il Carnevale di Rio e l’October fest di Monaco. E’ in questo modo che dobbiamo vedere in ferragosto, come il residuo di una grande festa dove ci si diverte proprio perche ci si va tutti insieme.


Marketing
24 Luglio
Se ci fosse stato un ufficio di marketing che decideva quali libri pubblicare non sarebbero mai usciti Madame Bovary di Flaubert, L’amante di Lady Chatterly e i "Viaggi di Gulliver" di Jonathan Svift. Non perche fossero immorali ma perche erano completamente nuovi e l’uomo di marketing non aveva precedenti per prevederne il successo. Per non correre rischi egli va su ciò che è già stato collaudato. Il primo libro della Rowling su Harry Potter era un capolavoro, ma le case editrici glielo hanno rifiutato. Poi, quando ha avuto successo, tutti si sono precipitati a comperare i libri successivi che sono solo delle variazioni del primo. Di solito l’opera nuova e originale la sceglie un editore di genio, ma si tratta ormai di casi rari. Il marketing è prudente, pensa al pubblico più pigro e, in televisione, alla audience di massa per avere la pubblicità. Nel cinema spesso sceglie qualcosa che è per metà vecchio e metà nuovo, come Avatar, un film nuovo per gli effetti speciali, ma con una storia tradizionale. Anche ad un autore di successo chiedono di continuare a fare quello che faceva nel passato e se crea un capolavoro nuovo e rivoluzionario glielo lo rifiutano, come hanno fatto a Nabokof quando ha scritto Lolita . A difesa degli uomini di marketing bisogna dire che anche il pubblico è conservatore, infatti continua a guardare la decimillesima puntata di Beautiful o del Tenente Colombo e ingurgita milioni di telefilm gialli e polizieschi più o meno tutti uguali. Contando sul conservatorismo del pubblico i programmatori delle reti generaliste mettono in prima serata i film più facili, meno costosi e i programmi di successo che ripetono fino alla nausea. Chi vuol trovare qualcosa di originale e di valore deve aspettare la notte o cercarlo sui canali del digitale terrestre o su Sky.
In sostanza si e creato un circolo vizioso nefasto. Il pubblico è conservatore, la gente del marketing che ha paura del nuovo gli da perciò solo roba mediocre e, in tal modo contribuisce, anno dopo anno, a livellare il suo gusto verso il basso. Peccato perche il pubblico è molto più duttile ed intelligente di quel che pensano costoro infatti, quando gli dai degli spettacoli nuovi e stimolanti , reagisce benissimo. Ma perche svegliarlo ed educarlo, quando, lasciandolo così, spendi poco, hai la pubblicità e non rischi nulla? “


Avidità
18 Luglio
La speculazione che stringe nella sua morsa gli Stati, li costringe a tassare i cittadini a licenziare i dipendenti pubblici, e fa salire i prezzi del grano affamando intere popolazioni è mossa dalla avidità.
Avidità di denaro, di sterminate quantita di denaro guadagnate danneggiando altri.
L’economia ci insegnava che l’imprenditore arricchisce se stesso creando lavoro, migliorando la vita di tutti, ma oggi, nel mondo globalizzato dalla tecnica, questo non è più vero perche il progresso tecnico ha consentito la nascita di smisurate potenze economiche invisibili che prendono senza dare. E gli Stati non hanno ancora imparato a fronteggiarle. Si comportano come i medici del passato che sapevano fare solo salassi che indebolivano ulteriormente il malato.
Avidità, una parola espulsa dal linguaggio economico e che è rimasta solo nel vecchio linguaggio morale che condannava ogni eccesso, ogni dismisura , l’avaro come il prodigo, il vile come il temerario. Ma che cosa caratterizza il moderno se non la dismisura? Dismisura della popolazione, della produzione, dello spreco, nel cinema coi suoi effetti speciali, nei videogiochi, nella musica , nei concerti rock, nella movida , nell’uso della droga, nelle mafie di tutto il mondo che dominano interi settori dell’economia.
Dismisura nelle spese dello Stato o per scopi militari o per accontentare chi chiedeva assunzioni inutili, pensioni a trent’anni e privilegi di ogni tipo ai politici accumulando così debiti giganteschi.
Io penso che la difficolta che gli Stati hanno nel controllare la speculazione mondiale derivi proprio dal fatto che non possediamo più le categorie morali che ci consentono di porre un limite fra ciò che è libertà e cio che è arbitrio. Noi inorridiamo quando gli antichi conquistatori invadevano e saccheggiavano un paese, ma assistiamo indifferenti al saccheggio economico di un Stato e di una popolazione.
Cresciuti in una societa libera e liberale non abbiamo il coraggio di dire che si puo mettere un limite alla libera compravendita di beni. Lo consideriamo un principio sacro, inviolabile. Eppure abbiamo avuto il coraggio di proibire la compravendita di esseri umani, di abolire la schiavitù. Quanto tempo ci vorrà allora per trovare il coraggio di proibire i comportamenti che fino a poco tempo fa potevamo consideravamo fattori di progresso e sono diventati catastrofici? Ma forse prima dobbiamo convincerci che l’avidità e la dismisura sono vizi che portano sempre alla rovina .


Elasticità
11 Luglio
Elasticita, duttilita, parole che abitualmente non mettiamo in rapporto con l’impresa , eppure sono importanti in un epoca di cambiamento. L’impresa per sua natura, affronta quotidianamente il rischio, il mutare dei prezzi, gli umori del mercato, deve mettere continuamente a punto la sua tattica, talvolta la sua strategia. Un compito cresciuto con l’ accelerazione della rivoluzione elettronica in particolare per quelle imprese che assemblano produzioni fatte in paesi diversi e vendono i loro prodotti nel mercato globale.
Il continuo mutamento e la rapidità di decisione richiede che chi si trova al vertice sia pronto a cogliere e valutare un numero altissimo di segnali di cambiamento. Nessun imprenditore, anche se vi dedica tutto il suo tempo e si sposta in continuazione, può fronteggiare questa continua sfida da solo. Ha bisogno che i suoi stretti collaboratori siano costatemene in contatto con lui per ricevere e per dare informazioni, e che sappiano reagire con tempestività. Un risultato possibile solo se il vertice dell’ impresa è formato una equipe in cui ogni collaboratore ha una precisa funzione ma in cui tutti sanno cosa fanno gli altri, sono in stretto rapporto fra di loro e lavorano come una equipe di ricerca in cui nessuno vuol mettersi in evidenza ,ma solo raggiungere il risultato migliore.
Il capo farà delle riunioni in cui informa tutti e gli altri riferiscono sul loro lavoro e dicono il loro parere. Ma non basta, bisogna che i membri dell’equipe abbiano una sincera fiducia, stima dei loro compagni, conoscano a fondo cosa stanno facendo, diano loro tutte le informazioni che servono e possano consigliarli senza che nessuno se ne senta sminuito. Cosi che, quando qualcuno è impegnato, gli altri cercano di supplire la sua assenza. Il gruppo dirigente deve essere una comunità solidale di amici tesa verso una meta.
Ce ne fornisce un bellissimo esempio il film Thirteen days che racconta come John Fitzgeral Kennedy insieme a suo fratello Bob, a Mac Namara, ad Adlai Stevenson e pochi altri hanno gestito la crisi di Cuba che poteva sfociare in una guerra termonucleare. Tutti parlavano col presidente, discutevano fra loro, gli davano consigli e poi la decisione la prendeva lui solo. Questa organizzazione elastica era necessaria perche era la prima volta che si presentava la possibilità di una guerra atomica e, per evitarla, tutte le vecchie regole militari e diplomatiche andavano completamente cambiate.


Mozzarella story
4 Luglio
Gli artisti spesso intuiscono lo spirito del tempi. Lo ha fatto Edoardo De Angelis, un allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia che ha appena finito un bellissimo e divertente film, Mozzarella story. Il protagonista, don Ciccio, è uno bravissimo produttore di mozzarelle ricattato dalla Camorra e che, improvvisamente si trova come concorrenti i cinesi con una perfetta organizzazione: camici bianchi, confezionamento, distribuzione mondiale. La storia si conclude quando la figlia di don Ciccio va dalla concorrente cinese ( anch’essa una donna ) che le dice che loro non facevano mozzarella ma comperavano quella di don Ciccio vendute da un traditore. Le due donne allora si accordano: gli italiani faranno la mozzarella e i cinesi la venderanno. Ma il messaggio del film e più profondo, dice che gli italiani fanno bene i prodotti ma il mercato, la modernità, ormai è internazionale. E riflettendo su questo esempio mi domando se quella che stiamo vivendo sia una recessione destinata a scomparire per lasciare il posto ad una nuova espansione o non sia invece un degrado politico-economico dell’Europa che non sa affrontare le nuove potenze economiche Cina, India e gli immensi gruppi finanziari che saccheggiano l’ economia mondiale. Un degrado che , nei paesi con una struttura industriale debole come la Grecia, l’ Irlanda, il Portogallo, la Spagna, la stessa Italia, si presenta come crisi finanziaria degli Stati che spendono più di quanto incassano. Ma non è affatto detto che , una volta ricevuti i prestiti, possano poi restituirli perche non hanno la struttura produttiva sufficiente a creare ricchezza in un mercato globale dove. Cosa che sanno fare India e Cina con una manodopera a buon mercato, banche, tecnologia e una capacita organizzativa che noi non possediamo più. Mozzarella story ci fa sentire un paese del terzo mondo che ha una straordinaria cultura del prodotto, ma dove imperversano bande criminali e che viene schiacciato da un mondo tecnologico globalizzato in cui dobbiamo imparare a vivere ad operare. Io sono convinto che in tutto occidente ed in particolare in Italia ci siano risorse culturali per evitare il sottosviluppo, ma certo bisogna che tutti si rendano conto del pericolo, evitino azioni dissennate e cambino mentalità. No, questa non e una recessione, è una svolta storica che richiede di inventare nuove istituzioni e nuove imprese e di lottare con grande coraggio sapendo di dover affrontare le prove più dure.


Guru
27 Giugno
Tutti noi abbiamo conosciuto persone che quando hanno un problema grave ripongono tutta la loro fiducia in qualcuno che per semplicita chiamerò Guru, anche se questa parola, usata correttamente, indica un maestro spirituale indiano. Ma la usero perche il rapporto fra il discepolo e il suo guru è di dipendenza. Da noi l’allievo ascolta il maestro, studia quello che lui dice, però puo fargli obbiezioni, mettere in discussione le sue tesi, se e molto bravo, anche porlo in difficolta. Il guru invece è qualcuno che ha un sapere superiore che il seguace non mette in discussione. La cliente che va dalla chiromante non discute la sua interpretazione delle carte, il responso della sfera di cristallo, la visione del veggente o il sapere esoterico del mago. Perchè e entrato nel mondo delle certezze assolute, del sapere che non puo sbagliare.
Ho conosciuto alcuni di questi guru e mi sono reso conto che hanno molte caratteristiche in comune. Prima di tutto la certezza sapere Ho conosciuto un terapeuta che, per prima cosa, mi ha detto che non voleva sentirmi dire nulla di ciò che avevo avuto e fatto prima. In medicina si parte nel modo opposto, proprio con l’anamnesi .
Ma per lui tutto ciò che veniva dal mondo del sapere comune o volgare non aveva valore. Io dovevo seguire solo le sue indicazioni.Un altro mi ha detto che gli unici esercizi che potevano guarirmi dovevano essere fatti solo nel suo studio e in sua presenza. In un altro posto sarebbero stati rovinosi. Era ovviamente un modo per tenermi legato. Io non ho accettato altre lo desiderano .
Le persone si rivolgono ai guru per le tre cose pià importanti della vita: la salute, l’amore e il denaro. E spesso i guru sono specializzati. Vi sono veggenti e maghi infallibili nella cura delle malattie, altri nelle cose d’amore, altri infine che promettono di farti guadagnare molto denaro. Ma in certi casi le competenze si sovrappongono. Ci sono Guru che pretendono non solo di curare tutte le malattie, ma che ti aiutano anche a risolvere altri problemi. In questo caso il seguace finisce per dipendere dal guro per tutti i tipi di problemi. In ogni caso nel mondo dei Guru c’e chi se ne approfitta. Qualcuno se ne approfitta. Ricordo una guaritrice che ha tenuto inchiodato una mia amica dicendole che se avesse interrotto la sua terapia sarebbe finita su una sedia a rotelle. Mentre un esperto di finanza ad un altra ha portato via tutti i soldi.


Guai ai vinti
20 Giugno
C’è, nel fondo dell’animo umano la tendenza a mettere tutto il bene da una parte e tutto il male dall’altra. Nel 1914 l’Europa era formata di paesi e di popoli amici Dopo la dichiarazione della guerra, nel giro di pochi giorni, ciascuno ha visto nell’altro un mostro sanguinario. E quando il conflitto è finito è rimasto il rancore e la voglia di vendetta, i vincitori hanno dato ogni colpa ai vinti ed hanno imposto loro delle riparazioni gravissime. Non è successo la stessa cosa alla fine della seconda guerra mondiale grazie alla generosità degli americani che hanno fatto il piano Marshall. Però sul piano culturale il vincitore ha continuato a svalutare il vinto. Nei film è sempre il tedesco che fa la parte del cattivo mentre l’eroe è americano. Tutti ricordiamo con cerimonie le stragi compiute dai tedeschi , ma non quelle compiute dagli americani - bomba atomica, bombardamento di Dresda- o dai russi, come lo sterminio dei cosacchi e dei polacchi.
Lo stesso avviene nella politica Dopo Mani Pulite la DC e il PSI sono diventati oggetto di dileggio e non si è più ricordato ciò che di bene hanno fatto per portare l’Italia distrutta dalla guerra alla democrazia. “Gli uomini -dice una celebre frase- se ricevono il male lo scrivono nel marmo, se ricevono il bene lo scrivono nella polvere".
E se riflettiamo un attimo ci accorgiamo che questo comportamento lo abbiamo anche nella vita quotidiana. Per anni siamo andati in un negozio dove ci hanno sempre trattato bene, con gentilezza. Poi, e' successo qualcosa di sbagliato, uno sgarbo, ci siamo impuntati, siamo usciti sbattendo la porta e ancora oggi, ripensandoci, ci sentiamo avvampare di collera. E in un' amicizia durata anni ed anni a volte basta una incomprensione, per creare un rottura a cui segue un rancore duraturo. I divorziati cancellano dalla memoria i periodi felici per ricordare solo le amarezze ed i torti.
E tutto questo non lo facciamo per istinto, lo facciamo intenzionalmente. Nelle guerre e in politica è la propaganda che tiene vivo il passato e rinnova la condanna. Dopo una separazione o una lite siamo noi che ritorniamo volontariamente sui fatti per convincerci che avevamo ragione e l’altro torto. Sono poche le con un animo sereno e obbiettivo. Che riescono a ricordare i momenti di felicita che hanno vissuto insieme, a riconoscere le qualità e le virtù della persona da cui si sono separati, a riconoscere la propria parte di colpa.


Autocontrollo
13 Giugno
Secondo Sigmund Freud la psiche umana è formata da tre istanze. La prima è l’Es il mondo degli istinti, delle pulsioni, dei desideri senza forma che ci porta ad agire secondo il principio del piacere immediato senza pensare agli effetti della nostra azione. La seconda è, il Super Io, l’insieme degli obblighi, delle proibizioni, dei tabù tradizionali impressi nella nostra mente dai genitori quando siamo bambini. La terza istanza è l’Io che riflette prevede le conseguenze della sue azioni, rinuncia al piacere immediato per quello differito, trasforma gli impulsi in desideri ragionevoli. Freud immaginava che nel futuro l’io avrebbe preso la guida tanto dell’Es che del Super Io.
In realtà le cose sono andate in modo diverso. Negli anni sessanta e settanta i figli si sono ribellati ai genitori, in particolare ai padri e si è affermata una pedagogia che proibisce di dare ordini e punizioni. Ci sono state poi continue innovazioni tecnologiche che aumentano le possibilità di scelta dell’individuo. Pensiamo comunicare senza alcun limite e senza controllo l’ Io si e sentito libero e onnipotente. Nel frattempo la nostra società è diventata multiculturale e non c’e più un unico sistema di principi etici valido per tutti.
Questo ha prodotto un indebolimento del Super Io mentre l’Io conosce i principi morali tradizionali, ma non si sente più obbligato a metterli in pratica. Fa quello che gli pare ed è tollerante con coloro che trasgrediscono. Spesso perciò prevale l’Es, l’impulso immediato. Che si manifesta nella sessualità violenta e nella pornografia, nell’uso delle droghe, nei rave pary, nelle movide sfrenate, nell’ossessione del gioco, nella brutalità della lotta politica, nella corruzione diffusa, nella bramosia di denaro e di potere. Per porvi freno si chiede l’intervento della legge ma chi la fa e chi la applica soffre dello stesso male.
E una malattia dell’individuo e del corpo sociale che può essere corretta solo se ce ne facciamo carico tutti. Non basta invitare i genitori ad insegnare di nuovo ai figli cosa e bene e cosa e male, prima dobbiamo incominciare a farlo noi. Dobbiamo impegnarci a a mettere in pratica i principi etici che affermiamo. Dobbiamo riscoprire l’autocontrollo, non cedere alla lusinga del denaro e del successo facile, non considerarci buoni perche siamo comprensivi e tolleranti. Dobbiamo essere esigenti con noi stessi e pretendere che tutti facciano lo stesso.


I movimenti
6 Giugno
Ogni società cambia attraverso nuovi governi, nuove leggi oppure perche viene sfidata dal basso da sommovimenti popolari emotivi ed improvvisi: i movimenti collettivi. Tutti i movimenti collettivi sono il prodotto di una tensione che si accumula lentamente e ad un certo punto esplode in quello che io ho chiamato lo stato nascente, La gente si affolla nelle piazze, si affratella, ed ha una esaltante esperienza di eccitamento, entusiasmo, dedizione, speranza in un rinnovamento radicale, nell'avvento di una nuova epoca felice. E quello che abbiamo visto nelle piazza Tahir del Cairo a recentemente anche nella Puerta del Sol di Madrid. Poi da questo confluire spontaneo talvolta emerge una leadership carismatica I politologi e i sociologi sanno che esistono i movimenti collettivi ma li capiscono poco e ne sottovalutano l’importanza. Per esempio pochi hanno capito che la fine della prima repubblica fra il 1989 e il 1994 e avvenuta sotto la spinta di movimenti collettivi. Eppure è in quel periodo che sono emersi la Lega, il movimento referendario di Segni, Mani Pulite che poi ha generato il partito IDV, e Forza Italia da cui è sorto il PDL, cioè le formazioni che hanno caratterizzato l’assetto politico fino ad oggi.Ormai tutti sono d’accordo che questo assetto stia tramontando. Molti però pensavano che la transizione sarebbe avvenuta come in Inghilterra o negli USA, Col passaggio del partito di governo all’opposizione e viceversa. Ma questo accade nei sistemi bipartitici mentre l’Italia è una repubblica parlamentare, e il bipartitismo è recentissimo e già in crisi. Di conseguenza il cambiamento sta avvenendo ancora una volta attraverso nuovi movimenti. Il processo e iniziato nella sinistra grazie alla istituzione delle primarie che consentono l’accendersi di un movimento attorno ad un candidato che diventa un capo carismatico. E’ successo prima con Vendola, poi a Milano con Pisapia e a Napoli con De Magistris. Il movimento di Vendola ha adottato addirittura un colore simbolico nuovo, l’arancione. Ma il processo di certo non si è concluso. Aggiungiamoci che sono in atto mutamenti anche nel PDL e nella Lega. A destra e nel centro potrebbe crearsi un vuoto politico ed uno stato di incertezza che prelude al formarsi di movimenti. Nessuno di essi ovviamente è prevedibile, però si può immaginare che il sistema politico italiano nel prossimo decennio sarà caratterizzato da formazioni politiche e leaders totalmente nuovi.


Ottimista pessimista
30 Maggio
E meglio essere audaci o prudenti , ottimisti o pessimisti ? Ci dicono che la fortuna aiuta gli audaci. Ed è spesso vero.
Tutti coloro che hanno compiuto imprese importanti hanno dovuto affrontare coraggiosamente rischi e difficolta. Pensiamo alla celebre attraversata dell’Atlantico di Lindberg e ad alcune audacissime imprese belliche che hanno avuto successo come la beffa di Buccari o l’attacco dei “maiali “ al porto di Alessandria. Tutte azioni audacissime che però sono state lungamente preparate e condotte con mezzi tecnici adeguati. Ma la fortuna non ti aiuta se ti butti all’assalto alla baionetta sotto il fuoco delle mitragliatrici nemiche perche hai quasi la certezza di venir ucciso.
Stesso discorso vale per l’ottimista e il pessimista. È certamente più facile che faccia buoni affari una persona ottimista che una pessimista. Perchè sa cogliere le occasioni favorevoli mentre la seconda se le lascia sfuggire. Tutti i grandi imprenditori che ho conosciuto erano degli ottimisti però va anche detto che studiavano attentamente le tendenze del pubblico e facevano molte ricerche prima di iniziare la produzione di massa. C’è, in sostanza, un ottimismo vigilante e un ottimismo incosciente.
Il giocatore esperto che ha fatto una vincita favolosa non butta il denaro che ha vinto illudendosi che il colpo di fortuna si ripeta. Passando al pessimismo troviamo il pessimismo paralizzante di quando siamo depressi e vediamo solo ostacoli insuperabili. In questo caso non siamo prudenti, ma paralizzati dalla sfiducia. Non prendiamo la decisione più saggia e più prudente, ma quella che ci richiede meno energia e meno sforzo.C’è però anche il pessimismo intelligente della persona che non da mai nulla per scontato, che tiene sempre presente la difficolta dell’impresa, che non sottovaluta i suoi nemici, che calcola l’imprevisto. Plutarco ci parla del Console Marcello che prese Siracusa ma perse la vita in una scaramuccia e di Quinto Fabio Massimo il temporeggiatore, che logorò l’avversario e lo costrinse alla ritirata.
E questo pessimismo intelligente che viene meno in certe persone abituate ad avere molto potere e a vincere sempre, per cui finiscono per considerarsi invincibili. Come Napoleone quando non ha capito che doveva ritirarsi rapidamente da Mosca. Ma sono molti coloro che, di fronte ad una sconfitta inattesa, reagiscono in modo scomposto, con gesti improvvisati che, anzichè aiutarli, li danneggiano.


PIL e trasformazioni
26 Maggio
Dietro lo sviluppo del PIL degli anni ‘50-‘60 c’e stato lo spostamento di sedici milioni di persone dal sud al nord, dalla campagna alla citta, le città morte del meridione, le ragazze che venivano nel settentrione come fanno oggi le rumene e le slave.
Anche oggi, dietro l’ 1% di crescita del PIL ci sono trasformazioni impressionanti. La prima è rappresentata dai giovani disoccupati che non hanno la formazione e soprattutto la mentalità necessarie per affermarsi un mercato mondiale dove lo sviluppo tecnologico non avviene solo nei paesi occidentali, ma anche in India, in Cina, in Corea.
La seconda è che il lavoro manuale sta passando in mano agli immigrati. Prima le attività più povere come raccogliere i pomodori nel meridione, poi quelle più faticose come il facchino e il manovale, poi l’operaio specializzato, il falegname, idraulico, l’ elettricista il muratore, il camionista. E qui ormai rischiano di restare disoccupati gli operai italiani più anziani Molti immigrati si specializzano: i portieri sono filippini, le badanti slave, i cinesi hanno i loro sistemi esclusivi di produzione e vendita.
Nei prossimi anni riusciremo a conservare le competenze e gli standard di eccellenza su cui era basato il made in Italy ?
Nelle regioni a più basso grado di sviluppo, Mafia, Ndrangheta e Camorra reclutano eserciti di giovani disoccupati con cui terrorizzano agricoltori, commercianti e imprenditori, li strozzano con l’usura e si impadroniscono dei loro beni. Si impossessano così di grandi territori creando veri e propri feudi. I giganteschi sequestri ci danno una idea di quanto smisurate siano le loro proprietà .
Sono tutti problemi affrontabili, ma vi confesso che mi sento male quando, di fronte ai pastori che vendono le loro terre, ai commercianti sfrattati dalle loro case, agli operai di cinquant’annni che non trovano più lavoro, sento i politici che rispondono che l’Italia ha solo il 9% di disoccupazione e che stiamo meglio della Grecia. E vero ma, per favore, voi che siete o state per diventare assessore, sindaco, governatore, ministro, dimenticate le astrazioni, dimenticate le polemiche, ascoltate la gente, studiate i loro problemi , non siate ipocriti, dite la verità, quando non sapete dite che non sapete, risolvete un problema alla volta ma per davvero.


Mondo competitivo
23 Maggio
La societa è formata tanto dalla competizione come dalla solidarieta. La prima modifica e innova ,la seconda stabilizza. E ciascuna ha delle regole. La solidarietà chiede alla gente di dire la verita, di rispettarsi, di aiutarsi reciprocamente, di essere leale. La competizione invece le consente spesso anche di mentire , ingannare, creare tranelli all’avversario. A poker il giocatore cerca di trarre in inganno l’avversario e perciò vince non solo chi ha il punteggio più elevato, ma anche chi riesce a fare un bluff. Il commerciante non è tenuto a dire che l’oggetto che vende a cento gli è costato solo dieci. Non è compito dell’ avvocato scoprire la verità, ma solo far apparire l’imputato innocente mentre il pubblico ministero deve farlo apparire colpevole. Il politico, per vincere, cercherà di dimostrare che il suo competitore è inadeguato o incapace.
Però la competizione può esistere solo perche la societa nel suo complesso e retta dalle regole della solidarieta. Perfino l’esercito in guerra ha bisogno che i suoi membri siano solidali, si aiutino, si sostengano. Anche i mafiosi hanno regole di solidarieta fra di loro Deve quindi sempre esserci un equilibrio fra queste due forze.
Vi sono invece dei periodi in cui la competizione cresce , deborda e sembra quasi travolgere il mondo della solidarietà. Per esempio nella guerra civile quando perfino le famiglie sono lacerate dall’odio. E vi sono societa in cui le forze competitive diventano così forti da invadere il mondo della solidarieta. Come fa il narcotraffico in Colombia e la Camorra in certe zone di Napoli.
A volte è la politica che deborda. E successo in Italia all’epoca del terrorismo, ma ci sono state esagerazioni anche negli ultimi anni.
La mia impressione che gli italiani oggi si siano stancati degli eccessi della competizione politica. Del chiasso, degli insulti, della demagogia, dei tradimenti, di di tutto cio che è chiacchiera e corruzione. Mentre vuole cose concrete, pratiche, sviluppo economico, lavoro, occupazione, nuove strade ferrovie, servizi efficienti, una citta pulita. E si diffonde sempre di più il bisogno di solidarietà cioè di ordine, di serietà, di onestà, di giustizia, di correttezza in tutti i campi: sul lavoro, sulle strada, nella scuola nei comportamenti quotidiani fra vicini, in famiglia. Il bisogno di una ricostruzione politica e morale.


Umiltà
9 Maggio
La televisione, internet, gli sms hanno ridotto il nostro vocabolario, ma ogni parola è un concetto, una idea, un mondo. Ha un contenuto inconfondibile. Perdendola rinunciamo ad un frammento della nostra intelligenza e della nostra sensibilità. Non ci sono sinonimi. Prendiamo come esempio tre parole che spesso usiamo una per l’altra: la modestia, la riservatezza, l’umiltà.
La modestia è un modo d’essere che ha la sua essenza nel non voler essere superiore agli altri e nel non dare loro disturbo. Il modesto non si pone delle mete troppo elevate, non entra in competizione, non pretende di avere grandi riconoscimenti. Non si mette in mostra, non opprime , non si vanta. Evita tutto ciò che ha a che fare con la superbia , la presunzione, la vanita. E misurato in ogni cosa, nel parlare, nel vestire, anche nelle emozioni .Non ha passioni violente.
La persona riservata, taciturna ha molte qualità della modestia. Parla poco, non si mette in mostra, non entra in competizione e, se ha delle passioni, non le fa trasparire. La sua essenza però è di chiudersi agli altri esseri umani. Non si interessa a loro e non vuole che loro si interessino a lei. Non parla di sé, non si confida, non cerca la confidenza e la simpatia degli altri.
I motivi possono esser diversi : timidezza, diffidenza, aridità di cuore.
L’umiltà invece non è un modo stabile di essere. L’umilta nasce dalla drammatica e totale consapevolezza che niente ha realmente valore oggettivo. Per questo possono essere umili i grandi uomini della storia, i grandi filosofi, i grandi scienziati. L’essenza dell’umilta ce la indica Shakespeare quando nella sua ultima opera, La tempesta, Prospero (il mago che rappresentala Shakespeare stesso) spezza la bacchetta magica e dice la famosa frase: “ noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni “. Il potere, la fama e la gloria sono solo effimeri applausi degli uomini. E’ perciò vanità cercare, elogi, onori, potere. Quando togli di mezzo il tuo ingombrante io, non ti interessano più i riconoscimenti e non ti ferisce più nemmeno l’ingiustizia che hai subito.
L’umiltà però non rende indifferenti. Anzi, lascia posto a tutto ciò che è virtuoso, purche non sia invadente, tronfio, arrogante. La persona umile può apprezzare l’ abilita di un giocoliere, la gentilezza del barista che ti serve, il gioco di un bambino, il sorriso di un ragazza innamorata, la cura che l’insegnante mette nella sua lezione.


Ordine
18 Aprile
Le elezioni amministrative sono l’occasione per sentire i disagi della gente comune, per percepire il malessere diffuso, la sofferenza che non viene detta nei dibattitti televisivi o gridata nelle manifestazioni politiche, ma che cogli nella conversazioni private, nelle confidenze dell’ all’amico o del vicino. Quest’anno io percepisco un grande bisogno di moralità, di serietà e di rispetto.
Il popolo ha subito tre traumi. Il primo è la crisi economica con l’impoverimento, la disoccupazione e l’incertezza del futuro. Il secondo è vedere coloro che l’hanno prodotta, i grandi banchieri, i finanzieri ed i loro amici politici che , anzichè venir puniti, si regalano buonuscite di decine di milioni di dollari. Il terzo è la interminabile rissa fra i massimi esponenti della politica italiana che arriva nelle case amplificata dalla televisione. Una rissa che si svolge all’interno della elite del potere e della cultura , ma che ha pochi rapporti con i problemi della vita di ogni giorno.
Molta gente non trova più fra gli ottimati, i potenti che dovrebbero dare la guida e l’esempio, un modello ideale e rassicurante, e si scopre sola ad affrontare i problemi vecchi e nuovi.
Vecchi problemi come le tradizionale inefficienza e le lentezze degli uffici pubblici e nuovi problemi creati da ditte privatizzate che non si prendono cura del cliente e pensano solo al guadagno. La vecchia oppressione della mafia, della ndrangheta e della camorra, a cui si è sono aggiunti la maleducazione, l’indifferenza, gli automobilisti ubriachi, la droga, il frastuono sguaiato delle movide. E, il peggioramento delle relazioni umane dove sono spariti e disprezzati i valori tradizionali , prima di tutto il rispetto della parola data. C’e gente che si fa prestare i soldi e non li restituisce, ditte che ti fanno lavorare e non ti pagano, persone e imprese che non pagano la merce che hanno acquistato. Un tempo l’avrebbero fatto o se ne sarebbero vergognati.
Da qui nasce il desiderio diffuso di una vita più ordinata, dove ci sia ancora la buona educazione, l’aiuto reciproco, la cortesia, l’amicizia, dove si va in soccorso di chi ha bisogno, di chi è in pericolo, E l’esigenza di amministratori, funzionari, magistrati che lavorano seriamente e usano il buonsenso. E di politici competenti che studiano i tuoi problemi e li risolvono davvero.


Il nuovo
11 Aprile
Il nuovo, l’invenzione, ciò che non hai mai visto, suscita sempre paura e rifiuto. Ed è logico , perche sconvolge l’esistente. Tutte le invenzioni il treno, l’elettricità, l’automobile, l’aeroplano, la radio, gli antibiotici la televisione hanno rivoluzionato le relazioni fra gli uomini. Anche l’innovazione più modesta, anche quella che si svolge sul piano puramente intellettuale o artistico ha un effetto rivoluzionario. La saggezza degli uomini si misura sulla capacita di capire i suoi effetti, di utilizzarla, oppure, quando è pericolosa, di neutralizzarla o controllarla. Le civiltà fiorenti non hanno paura dell’innovazione, la cercano , la sanno utilizzare e la controllano , evitano di farsene travolgere. Dopo Hiroshima e Nagasaky gli stati che possedevano la bomba atomica hanno avuto la saggezza di non utilizzarla.
Chi rifiuta l’innovazione lo fa perche vuol tenere tutto come è sempre stato, soprattutto non alterare i rapporti di potere tradizionali. Così si sono comportati il Giappone fino ai Meiji e, sul piano economico, la Cina fino a Teng Tsiao Ping. Ma anche in occidente, anche in Italia, ci sono state forze contrarie al nuovo che ha dovuto farsi strada di soppiatto, ostacolato e deriso .
Quando ero giovane la psicologia, la sociologia e la psicoanalisi erano bandite dalle università. Pe molto tempo gli intellettuali ed i politici non hanno capito l’importanza che avevano per l’economia italiana settori che consideravano frivoli come la moda, o tradizionali come l’oreficeria, il mobile, il cibo. Non si rendevano conto della grande ricerca tecnologica, degli straordinari rapporti commerciali mondiali che c’erano dietro i prodotti del made in Italy. Purtroppo nel programmare l’istruzione, i corsi universitari, le ricerche non abbiamo puntato sui settori produttivi più promettenti. Le famiglie e i giovani hanno continuato a sognare le professioni lontane dalla produzione materiale. Ma un paese che non inventa , produce e vende beni materiali si impoverisce.
Il nuovo, il cambiamento che può far fiorire la nostra economia e ridurre la disoccupazione è nelle mani degli imprenditori che sanno produrre e operare nel mercato mondiale. Che fanno le ricerche più avanzate, che usano tecnologie più appropriate che riescono ad utilizzare le risorse umane e culturali di tutti i paesi, per creare e vendere i prodotti che servono e vengono richiesti dovunque.


Migrazioni
4 Aprile
Il periodo che stiamo vivendo in Europa assomiglia all’ultima fase dell’impero romano quando c’era un‘ economia stagnante, un esercito costosissimo e diminuiva la popolazione. Il vuoto che si e creato è stato riempito dalle popolazioni germaniche che prima si sono infiltrate pacificamente, poi sono state reclutate nelle legioni e infine hanno invaso l’impero con le armi. Oggi l’Europa ha un basso sviluppo economico, un costoso apparato burocratico, una bassa natalità e una popolazione sempre più vecchia. Il vuoto viene riempito da persone giovani e prolifiche che provengono da tutto il mondo sottosviluppato, e in particolare dal nordafrica perche da qui possono raggiungere le coste italiane con facilita.
Chi sono questi migranti? Talvolta persone affamate, talvolta persone che fuggono da regimi oppressivi, ma spesso giovani intraprendenti e combattivi che vogliono farsi strada in Europa dove portare le loro famiglie. Un pò come accadeva nel passato negli Stati Uniti dove, però, gli emigranti erano europei e si sono integrati con facilita perche vi trovavano la stessa religione, una unica lingua ed un fortissimo patriottismo.
In Europa invece arrivano persone di nazionalità, lingue e religioni diverse e, al posto di una unica nazione orgogliosa della sua identità, trovano trenta nazioni litigiose e con lingue differenti. I nuovi arrivati, anche se volessero integrarsi non avrebbero un unico modello ed una unica patria a cui aderire. Perciò finiranno per mantenere rapporti coi loro paesi d’origine.
Non ricordo un fenomeno simile nella storia. Una mescolanza di lingue e religioni c’è sempre stata nelle capitali dei grandi imperi: a Babilonia, a Roma e, recentemente, a Londra e a Parigi. Ma solo dentro la capitale, con un governo solido ed una lingua ufficiale. Oggi avviene in un intero continente senza un governo unico, un’ unica lingua e diviso . Qualche ottimista sogna il nascere di una felice civiltà euro- asiatica-africana ma, per ora, il risultato sembra una Europa più frantumata sul piano politico, culturale linguistico e religioso.
Il nostro Paese, piazzato al centro del Mediterraneo, si trova ad essere il più esposto, con gravi problemi economici e senza poter contare sull ‘aiuto europeo. Dovremo percio cavarcela da soli contando sulla nostra intelligenza e soprattutto sul nostro buon senso.


Educazione sessuale
21 Marzo
Sono stati invitato ad un incontro con degli adolescenti sulla educazione sessuale. Ha parlato un sessuologo che ha illustrato con dovizia di particolari l’anatomia e la fisiologia dei genitali maschili e femminili con tutti i nomi e tutti i punti da stimolare, Poi il sacerdote che ha parlato dell’amore casto, dell’amore coniugale e dell’amore per gli uomini. Infine toccava a me che avrei dovuto parlare di tutto universo amoroso, dalla attrazione all’ innamoramento al grande amore che dura. Ma anche la diversità fra maschi e femmine nel campo erotico e dell’amore, spiegare cosa sono le infatuazioni e come si riconosce il vero innamoramento. Per esporre tanti concetti però avrei avuto bisogno non di venti minuti, ma di un trimestre scolastico. Nel frattempo pensavo che questi argomenti non si possono insegnare solo a scuola, si imparano attraverso l’esperienza personale e discutendo con adulti competenti. Purtroppo gli adolescenti oggi non parlano con gli adulti e questi non sono abituati a dialogare con loro .I ragazzi si raccontano le loro esperienze direttamente o su internet. Talvolta leggono qualche autore facile e guardano trasmissioni televisive come Il grande fratello, dove gli viene mostrato come si corteggia, come si seduce, come si stabilisce un rapporto erotico e amoroso. Ma è una pessima scuola perche non sono sentimenti sinceri, non è la vita vera, solo una recita volgare. Allora mi sono cadute le braccia a volevo andarmene.
Poi mi sono sentito vile e ho detto loro che oggi la sessualità incomincia molto presto ma il rapporto fra sesso e amore è difficile, ci si può ferire e bisogna avere tatto e rispetto reciproco. Ho aggiunto che quando, un giorno proveranno un grande amore, la cosa più importante per essere felici sarà non aver paura dei propri sentimenti, esprimerli, raccontarsi cosa desiderano l’uno dall’altro e dire sempre la verità. Ho finito dicendo che non potevo insegnare altro in venti minuti e il resto l’avevo scritto nei miei libri. Ma avrebbero potuto imparare moltissimo leggendo le opere dei grandi scrittori, guardando i film dei grandi registi ed anche da alcune rubriche delle riviste femminili. E che avrebbero dovuto continuare a studiare e riflettere sull’amore per tutta la vita perche è da esso che dipende la nostra felicita la nostra infelicità.


Crisi
14 Marzo
Ci sono dei periodi in cui sembrano arrivare solo sciagure e pericoli. Come oggi in cui è in atto una grave recessione, il mediterraneo è in fiamme e c'è perfino una catastrofe in Giappone. Soprattutto sul piano economico la gente comune, io, voi, milioni di altre persone non possiamo fare nulla, solo aspettare che agiscano in modo saggio i potenti e lamentarci se ci deludono? Non credo.
Guardiamo a ciò che è successo nel passato. Il miracolo economico italiano degli anni 50-60 è avvenuto perche gli operai, gli impiegati, i commercianti, i contadini si sono trasformati in imprenditori, hanno inventato prodotti utili per tutti e li hanno venduti in Italia e all’estero. Pensiamo alla vespa, alla lambretta, alla topolino, agli elettrodomestici, alla oreficeria, ai mobili, alle piastrelle. Un altro esempio: nella meta degli anni settanta, durante il blocco petrolifero e il terrorismo, poche persone, anzichè lamentarsi, si si sono inventate Mulino Bianco. E, alla fine di questo decennio, i nostri tessutai, i nostri stilisti hanno creato abiti stupendi ed hanno conquistato il mercato mondiale della moda. Lo Stato non ha fatto niente, i politici non si erano nemmeno accorti di quanto stava succedendo.
Io penso che il pericolo maggiore oggi sia la caduta dello dello slancio vitale, della volontà di fare e dell’impegno della classe dirigente. Molti imprenditori si sono dedicati alla finanza, molti gruppi industriali non hanno più il coraggio di innovare, di cercare strade nuove, anzi ne hanno paura, fanno solo quello che i loro pavidi uomini di marketing gli dicono che è “sicuro". Ma il grande imprenditore - ed io ne ho conosciuto tanti - non fa quello che è “ sicuro “, inventa ciò che piacerà, plasma il gusto del consumatore. A volte ho l’impressione che alcuni gruppi industriali abbiano una dirigenza fatta più di finanzieri e di contabili che di imprenditori. E non scelgono come collaboratori le personalità più creative, più audaci, più capaci di inventare ma quelle più conformiste.
E però sbagliato rimproverare solo costoro o i politici inetti e litigiosi perchè ciascuno di noi, individualmente preso, può contribuire allo sviluppo buttando via la pigrizia, scrollandosi di dosso le abitudini, accettando il rischio , cercando strade diverse, viaggiando nel mondo globalizzato per scoprire nuove occasioni. È nei momenti di crisi che si deve seminare, e sono sicuro che molti lo stanno già facendolo e raccoglieranno i frutti nei prossimi anni.


Relativismo culturale
14 Marzo
Oggi molti, perfino fra i credenti, non accettano senza discutere i comandamenti morali formulati dalla Chiesa, ma vogliono riflettervi e, in definitiva, decidere loro cosa e bene e cosa e male. E molti sostengono che, in questo modo, ciascuno si fa la morale come gli fa comodo col risultato che la societa moderna è diventata una babele etica in cui tutto è permesso.
È vero? Vi è di certo un settore in cui molti rifiutano o discutono i principi della morale del catechismo ed è quello del sesso , della famiglia e della morte. Qui la Chiesa dice esplicitamente che 1) il sesso fuori dal matrimonio e separato dalla procreazione è peccato (da ciò il problema della omosessualità) 2) il matrimonio è indissolubile 3) è peccato l’uccisione volontaria del feto o di se stessi (eutanasia).
Ma in tutti gli altri campi la gente si inventa davvero i principi morali come gli fa comodo? Non mi pare. Tutti accettano le massime del discorso della montagna. Beati i poveri di spirito, i miti, i puri di cuore, coloro che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi, i pacifici, i perseguitati a causa della giustizia. Tutti accettano il comandamento fondamentale del cristianesimo “ ama il prossimo tuo come te stesso “ dove per prossimo si intende qualsiasi altro essere umano di qualsiasi razza e religione egli sia.
Tutti accettano il principio fondamentale che si deve rispettare la parola data anche col nemico. La morale cristiana resta dietro l’imperativo categorico di Kant, dietro la condanna della tortura e della pena di morte di Cesare Beccarla, dietro "Il trattato delle virtù" di Jankèlevitc , dietro la teoria della giustizia di Rowls, dietro la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, l’uguaglianza fra maschi e femmine. E resta alla base di quelle che consideriamo virtù: l’amore, la bontà, la generosità, la sincerità, la fedeltà, il disinteresse, la gratitudine la tolleranza, e di quelli che giudichiamo vizi: l’avidità, l’invidia, la crudeltà, la vendetta, l ‘inganno.
E, a parte i punti di cui abbiamo parlato, quasi tutti guardano al Pontefice come ad una altissima autorità morale, e non solo in Italia e nel mondo cattolico, ma anche in altre confessioni. Il nucleo essenziale della morale cristiana negli ultimi tempi non ha perso terreno, ma si è esteso e continua ad estendersi ad altre culture e altre civiltà. Per questo i cristiani sono temuti e perseguitati.


Bellezze artistiche
28 Febbraio
Perchè il patrimonio artistico dell’Italia è così grande e variato? Perche nel corso di quasi tremila anni si sono succedute nel nostro piccolo territorio molti popoli, molte civiltà ciascuna della quali ha lasciato una traccia.
Gli etruschi di cui ci restano le necropoli e le statue i dipinti, i greci di cui ci restano gli stupendi teatri ed i templi. Poi Roma i fori, le arene, le basiliche, gli acquedotti, infine i bizantini con i loro mosaici. A partire dall’anno mille In Italia sono fioriti i comuni, citta-stato dove, sulla stessa piazza, trovi la cattedrale, il palazzo del governo e, talvolta, il castello feudale. Molte di queste repubbliche sono poi diventate signorie i cui nobili hanno costruito grandiosi palazzi. Alcune sono diventate delle grandi potenze, come Venezia e Genova, capitali di veri e propri imperi, altre di potenti famiglie: Urbino dei Montefeltro, Ferrara degli Estensi, Mantova dei Gonzaga, Milano dei Visconti e degli Sforza. Poi Firenze di un granducato, Napoli di un regno e Roma dello Stato della Chiesa e del papato. I signori di queste capitali vi hanno profuso enormi ricchezze per dotarle di stupende opere d’arte in concorrenza l’una con le altre. Nessun altro paese ha avuto questa diversificazione, nemmeno imperi sconfinati come L’India e la Cina.
Dopo l’unificazione nazionale questo processo è rallentato. Lo Stato italiano ha costruito scuole elementari, ferrovie, tribunali e ospedali ma, per le sue istituzioni più prestigiose, ha usato i vecchi palazzi dei patrizi o dei re ed ha costruito edifici per i ministeri a Roma. Inoltre , in poca recente la grande borghesia, salvo alcune eccezioni, ha smesso di identificarsi con la citta in cui vive , non vi ha più costruito palazzi, giardini, chiese, opere benefiche come faceva un tempo.
Questa situazione potrebbe cambiare col federalismo perche le citta sede di regione ( e lo stesso vale per molte provincie ) trovandosi con maggiori mezzi e più libere di decidere possono riscoprire l’orgoglio di essere capitali e puntare nuovamente sull’arte e sulla bellezza. Io mi auguro che anche la grande borghesia, potendo dialogare meglio con l’ amministrazione pubblica, riscopra il piacere dei avere delle radici e di lasciare una traccia nella sua citta. Ma mi auguro soprattutto che gli elettori sappiano eleggere governatori e sindaci di cultura, di gusto, capaci di amministrare con intelligenza e lungimiranza.


Democrazia
28 Febbraio
In tutto il bacino del Mediterraneo una popolazione giovane e scolarizzata è scesa nelle piazze per cacciare i vecchi tiranni e per instaurare un regime democratico. Che sia venuto il momento in cui si chiude finalmente l’abisso storico, culturale e politico fra l’Europa e il mondo arabo-islamico?
Vedendo queste masse di giovani con cellulare e internet sembra che basti un passo per arrivare alla democrazia intesa come uguaglianza di tutti davanti alla legge, libertà di parola e di culto, separazione dello stato dalla religione, dei poteri legislativo , esecutivo e giudiziario, elezioni in cui il cui il vincitore non perseguita lo sconfitto e questo può rivalersi la volta successiva.
Pero sappiamo che , per instaurare e consolidare una democrazia, non bastano l’entusiasmo , la buona volontà e le elezioni. Anzi talvolta l’entusiasmo porta al potere un capo carismatico e le elezioni possono premiare gruppi fanatici che realizzano regimi totalitari.
E’ successo nella Rivoluzione Francese, nella Rivoluzione Russa, nel Nazismo e nel Khomeinismo.
Le istituzioni democratiche sorgono si dalla spinta dei movimenti popolari, ma si consolidano con la diffidenza verso l’ unanimità e l’acclamazione carismatica.
Nascono dal sospetto e non dalla fiducia nella bontà della natura umana e richiedano 1) che non vadano al potere gruppi convinti di dover imporre la loro verità a tutti e 2) che vengano fermati partiti che si propongono di instaurare un totalitarismo. Di qui l’importanza di regole ferree nella costituzione.
La democrazia è essenzialmente una abitudine. Essa richiede che il vincitore impari a lasciare il potere al concorrente, e questo avviene solo se non rischia di essere ucciso o gettato in galera. Ci sono voluti secoli in Francia, Germania, Italia e Spagna per imparare queste regole, ed è solo da poco che le hanno apprese anche i paesi dell’est europeo e in sudamerica.
Ecco perche tutti speriamo che queste rivoluzioni portino alla democrazia come chiedono i suoi giovani. Ma dobbiamo anche tenere presente che molti di questi paesi finora hanno avuto solo tradizioni di monarchie assolute, di dittature militari e di poteri teocratici. Quello delle nuove elites è perciò un compito decisivo per il futuro del mondo. Pensate se, alla caduta dello Scia, in Iran fosse nata una vera democrazia! Ebbene la stessa occasione si ripresenta oggi in tutto il mondo arabo ed in particolare in Egitto!


Cultura
14 Febbraio
Per molta gente la cultura è un sovrappiù, un lusso, uno svago, qualcosa che serve per fare bella figura o per intrattenere gli ospiti. Non viene vista coma un patrimonio personale di conoscenze, il frutto di decenni di studio, di impegno, uno strumento per risolvere problemi sociali ed umani e che, perciò, ha un valore economico come qualsiasi altri sapere. Me me accorgo perche sono molti quelli che mi chiedono una conferenza, una intervista, una prefazione, un filmato, un intervento televisivo, che mi mandano libri e manoscritti da leggere, che mi invitano a dibattiti e lo considerano con naturalezza un atto gratuito. Le stesse persone, quando si rivolgono ad un chirurgo, ad un ingegnere ad un architetto, ad un avvocato, chiedono quali sono i loro onorari.
E questa mentalità deve averla anche il ministro dell’economia perchè, per risparmiare , ha imposto per legge che solo gli amministratori delle fondazioni culturali ( a differenza di quelli delle societa che devono essere pagati ) siano costretti a fare il loro lavoro a titolo onorifico. Questo anche se svolgono la stessa identica funzione degli altri, cioè quando sono presidente e amministratore delegato di una fondazione in cui lavorano centinaia di dipendenti, di docenti, di artisti con una intensa attività produttiva.
Anche se vi dedicano tutte le loro energie ed hanno gravissime responsabilità legali. Quando c’è l’etichetta di “ Fondazione Culturale “ anche l’ attività imprenditoriale che produce profitti e genera un patrimonio, in Italia, oggi , per legge deve essere considerata “ onorifica “.
Impedendo di retribuire gli studiosi e gli artisti che svolgono una difficile funzione imprenditoriale, il governo li spinge ad andarsene e così , al loro posto, subentrerà un funzionario,un burocrate, che potrà fare solo attività di routine. L’effetto è quello della burocratizzazione delle attività culturali, l’eliminazione delle elites creative dai vertici di tutto il settore culturale pubblico. Sono cose che succedono nei Paesi in cui la classe politica non vuol esser disturbata da gente che pensa in modo indipendente.
Nel dopoguerra in Italia la classe politica era molto colta. Moltissimi venivano dal giornalismo o erano professori universitari C’erano anche degli ottimi amministratori. Nessuno oggi pretende di ritornare alla situazione dei padri fondatori. Ma evitiamo perlomeno di aggravare la situazione e cerchiamo di salvare quello che funziona bene.


Trovare lavoro
31 Gennaio
Non basta che l’imprenditore sia geniale, che sappia inventare dei prodotti straordinari. Per avere successo deve produrre qualcosa di cui il pubblico ha bisogno. Non puo agire come l’artista che crea un opera rispondendo ad una sua chiamata interiore e sperando che possa piacere. L’imprenditore deve essere sicuro. Allora interroga la gente, fa indagini. Ma, quando un prodotto è troppo nuovo non sanno cosa rispondergli, devono prima averlo visto e provato Perciò deve fare un duplice sforzo di fantasia: inventare il prodotto ma avendo in mente coloro a cui può servire e piacere. Quindi mettersi nei loro panni. Immaginare di essere donna, uomo giovane, del vecchio, ricco,povero. Sforzarsi di pensare come loro ,di sentire come loro, di vivere come loro. E, inventati i prodotti, sperimentarli lui stesso , darli agli altri , provarli, riprovarli, testarli.Tutti i grandi imprenditori che ho conosciuto si sono immersi nel pubblico, si sono identificati con la gente comune ed hanno curato il loro prodotto con passione, con amore, come se fosse la loro creatura, sempre pronti a correggere, a migliorare.
Diego della Valle metteva lui stesso le sue scarpe e poi le regalava a centinaia di amici a cui chiedeva critiche e suggerimenti.
Pietro Barilla assaggiava tutti i prodotti e visitava i suoi stabilimenti in giro per l’Italia per controllare le macchine con cui li produceva. Ti capitava di vederlo incantato davanti una impastatrice come se fosse una stupenda macchina da corsa.
Quello che vale per l’imprenditore vale per qualsiasi lavoro. Molti giovani pensano che, poiche hanno un diploma o una laurea, qualcuno gli proporrà di fare proprio ciò che hanno studiato. Fanno come l’artista: offrono se stessi e le loro opere come sono. Ma non è la strada più adatta per trovare lavoro. Per riuscirci , devi guardare gli altri e intuire di che cosa hanno bisogno. Poi , tenendo conto della tua vocazione e delle tue capacità, vedere che cosa puoi offrirgli. Spesso pero non basta domandare all’altro cosa gli serve. Lo devi scoprire identificandosi con lui, mettendoti al suo posto. Una mia conoscente ha incominciato quasi per scherzo a fare dei piatti gastronomici per un fotografo pubblicitario ed e diventata una famosa food stylist Una altra faceva delle consegne a domicilio poi , a poco a poco, ha sviluppato un servizio di catering. Entrambe sono riuscite perche era interessate a ciò che facevano gli altri, amavano il proprio lavoro, e volevano che riuscisse perfetto.


Farcela
24 Gennaio
Guardando all’Italia da lontano hai una impressione negativa. La vita politica è fatta di chiacchiere, insulti, attacchi velenosi, una guerra civile mediatica. Sull’economia pesa la recessione e la concorrenza internazionale. C’e una spaventosa criminalità organizzata, mafia ndrangheta e camorra sono infiltrate nell’economia. Molti dicono che è ormai iniziata una decadenza globale irreversibile a cui nulla sfugge.
Potrebbe essere, ma tutte le grandi nazioni hanno una articolazione interna e anche quando alcune loro aree soffrono, le altre possono funzionare o essere addirittura in ripresa. Vi sono certo ambiti produttivi che si difendono bene, come quello delle macchine utensili, della oreficeria , della moda, quello alimentare in tutti i settori, dalla pasta, ai formaggi, ai prodotti biologici fino ai vini pregiati. E, in particolare, ho l’impressione che Milano in questo momento abbia corretto alcuni errori passati, si sia scrollato di dosso la paura e stia rifiorendo. Negli anni ottanta siamo diventati la capitale della moda, poi abbiamo perso terreno nella fast fashion cioè nel settori della moda a basso prezzo in cui si sono affermate ditte spagnole e nordiche. Ebbene, negli ultimi tempi alcune nostre giovani imprese sono passate al contrattacco.
Riusciamo molto bene anche nel settore dell “ intimo “ dove abbiamo gusto e raffinatezza. E vi sono segni di vitalità nella cultura dove ha fatto la sua ricomparsa anche il cinema girato a Milano, di cui un sintomo è il successo del film "Una bella giornata ". Ma, a mio giudizio, l’immagine più significativa del mutamento ce la da l’edilizia. Provera e brutta negli anni sessanta e settanta, pretenziosa e goffa negli anni ottanta e novanta con progetti La Bicocca e Santa Giulia, oggi ha scelto la strade dell’eccellenza e del gusto ricorrendo a grandi architetti e creando grande aree verdi.
Alla Fiera, a Garibaldi, al Portello un pò dovunque sta sorgendo una stupenda edilizia verticale e nascono parchi come City Life. E solo un sintomo, un segnale ma spesso questi segnali indicano lo spirito dei tempi e anticipano il futuro.
Questo spirito infatti si diffonde. Sono molti quelli che cercano il nuovo, il gusto, ciò che eccelle. E sono molti quelli che non ne possono più della inerzia, della pigrizia, della volgarità e dello squallore. Forse ci riprenderemo anche stavolta grazie all’azione di queste minoranze attive che danno l’esempio e trascinano gli altri


L'essenza dell'Italia
21 Gennaio
Non è facile creare una entusiastica partecipazione al centocinquantesimo dell’unita di Italia. Forse perchè nel passato il nostro Paese non è mai stata una nazione o un regno ( salvo all’epoca di Odoacre , Teodorico, Berengario del Friuli ed Arduino d’Ivrea ) ma sempre sede di imperi come quello di Roma, di Genova, di Venezia, del papato, o di citta-stato come Milano, Bologna, Firenze.
Siamo però sempre stato un popolo, con una storia , una tradizione , una pittura, una musica, una lingua, perfino una cronaca. Nella Divina Commedia c’era già la cronaca delle città d’Italia, dei suoi personaggi , con storie d’amore, gossip, tradimenti , sucidi, inganni, insulti, condanne ed encomi.
Poi ci è arrivata l’ideologia francese della nazione indivisibile e il Piemonte ha dato un unico Stato a tutta la penisola. Abbiamo anche avuto una ondata nazionalista con la guerra mondiale ed il fascismo. E, finito il fascismo, i partiti filo americano e filosovietico scomparsi col crollo del muro di Berlino.
Ma è non è cambiata l’essenza del popolo italiano con la sua cultura, le sue tradizioni, la sua creatività, il suo genio, ed ha continuato ad inventare a produrre. Paese eterogeneo il nostro.
Vi sono zone stagnanti , altre nelle mani delle criminalità organizzata., altre gestite dai boss locali di partiti. Ma vi sono anche, all’opposto, zone ricche di imprese vive e vitali frutto di uno straordinario ingegno.
Imprese che riescono soprattutto nel campo dell’immagine, della bellezza, del gusto, quindi dei tessuti, della moda, degli accessori, dell’intimo, della gioielleria, ma anche nelle tecnologie sofisticate, nelle macchine utensili, nella grande edilizia, nel campo della alimentazione più raffinata e biologica. Ieri sera ho scoperto che, vicino a Brescia, c’è un modernissimo stabilimento per l’allevamento degli storioni e la produzione di caviale .
Ed ho l ‘impressione che anche nei settori tradizionali come il cinema sappiamo ancora fare prodotti di pregio. Non nella fiction, proprio nel cinema , con opere di grande umanità fra cui ricordo "La ragazza del Lago" con Servillo "Il padre di Giovanna" di Avati.
Noi credevamo di Martone, Happy family di Salvatores , Bianco e nero delle Comencini , Una bella giornata con Checco Zalone. Film che vanno visti in contrasto con le offerte piene di effetti speciali, ma senza storia e senza anima, dell’ultimo Hooliwood.


I mali della coppia
17 Gennaio
I fattori che tenevano unita la coppia e la famiglia si sono indeboliti. Molte coppie si separano già dopo pochi mesi e altre perfino dopo trenta anni di matrimonio. Diventa perciò importante la terapia coppia. Ma ho l’ impressione che molti psicologi seguano una strada sbagliata. Scavano nel passato infantile dei loro pazienti per scoprire la cause dei loro conflitti attuali. Si interrogano sui rapporti che hanno avuto col padre o la madre. Io invece ho l’impressione che il successo o l’insuccesso del rapporto vada cercata nel processo amoroso stesso. Per cui bisogna conoscere bene il processo che porta alla formazione di una coppia stabilmente innamorata, la fisiologia del processo amoroso. In medicina, prima si studia la fisiologia e poi la patologia perché questa è una alterazione dello stato fisiologico.
La coppia normale nasce da un innamoramento bilaterale che poi evolve e diventa amore. Nel vero innamoramento noi ci innamoriamo di una persona che, col suo comportamento, i suoi sentimenti, il suo aspetto, i suoi valori, con la vita che ha vissuto, col piacere che ci fa provare, ci fa ritenere che, insieme, possiamo realizzare i nostri desideri più profondi, sviluppare le nostre potenzialità nascoste e costruire insieme una unita sociale felice.
Ma queste potenzialità vanno realizzato nella relazione reale giorno per giorno, dove sono continuamente possibili errori e incomprensioni.
Qualche esempio tipico? I due non erano veramente innamorati, la loro era solo una infatuazione momentanea. A volta invece è innamorato uno solo e l’altro si è lasciato trascinare .
Ci sono casi in cui uno dei due conserva la ferita non guarita di un amore precedente. Molti non si raccontano con sincerità e saggezza i loro precedenti amori e poi hanno l’impressione di essere con uno sconosciuto. Altri si feriscono o si offendono. Molti non sanno che l’amore richiede di dirsi la verità, che si alimenta con un continuo corteggiamento e che l’infedeltà anche nascosta lo distrugge sempre.
Ci sono poi persone convinte che il loro amato possa indovinare anche i loro più intimi desideri senza bisogno di dirgli cosa ti piace e cosa invece non ti piace. Altri pensano di poter cambiare il modo di pensare dell’altro mentre l’essenza dell’amore è il rispetto della sua libertà. Infine molti ritengono che l’amore diventi tanto più forte quanto più diventiamo identici, mentre l’amore si rinnova attraverso il fascino della diversità e il continuo scoprirsi diversi e nuovi.


Inventare
10 Gennaio
Per diventare musicista, pittore, architetto, scrittore, scienziato devi prima imparare ciò che hanno già fatto i tuoi predecessori, capire come hanno risolto loro i problemi. Nelle fasi più avanzate dello studio tanto nella grande scienza come nel grande artigianato impari analizzando le opere dei maestri classici o contemporanei. Intanto i tuoi insegnanti ti indicano che testi approfondire, quali ricerche compiere, quali esperimenti fare, che problemi affrontare e per crescere, per perfezionarti, deve seguire le loro indicazioni.
Pero se vuoi realizzare qualcosa di veramente originale, viene sempre un momento in cui ti devi distaccare tanto dai maestri del passato come da quelli del presente. Perché ogni epoca genera nuove tensioni, nuovi drammi, nuovi conflitti, nuovi dilemmi, nuovi bisogni, fa nascere nuovi problemi e richiede nuove risposte. Ed e questo il compito dell’inventore, di chi fa progredire la società, sentire, capire, in anticipo cosa è cambiato, cosa serve e trovare le nuove soluzioni. Per questo uno deve staccarsi dal vecchio e spesso rifiutare anche l’opinione dei maestri. E come fa un individuo a scoprire i problemi del suo tempo? Vivendoli in se stesso come curiosità, dubbio, dilemma, ponendosi le domande che nessuno si è ancora posto e resistendo all’opinione corrente che è sempre conformista e gli dice che sbaglia, che perde tempo.
E’ questo che hanno fatto tutti i grandi imprenditore: hanno vissuto in sè stessi le esigenze della propria epoca ed intuito ciò che poteva esser richiesto dal pubblico. E’ così che sono stati inventati i nuovi prodotti, il grande cinema, la grande moda.
Tutte le opere importanti nascono quando l’individuo vive in se il dramma e il sogno del suo mondo. I grandi scrittori, i grandi musicisti ed i grandi registi hanno dato delle riposte alla loro epoca. Il Werher di Goethe alla gioventù romantica, Guerra e pace di Tolstoi a quella russa, la musica di Verdi ai patrioti italiani, quella di Wagner ai i tedeschi. Il film La dolce vita, già nel 1960, mostrava che stava avvenendo una rivoluzione del costume.
E oggi? Oggi, a causa della globalizzazione non c’è nessuna figura eminente che interpreta le tendenze generali. Vi sono troppe spinte in contrasto, troppe differenze culturali. Ma sono convinto che un pò dovunque stanno gia nascendo idee e concezioni completamente nuove che per ora non arrivano ai grandi mezzi, ma che fra non molto sbocceranno lasciandoci stupefatti.


Movimenti Nordafrica
7 Gennaio
Quando si studiano i movimenti bisogna, per prima cosa, identificare le precondizioni strutturali che rendono possibile il loro nascere. Nel caso dei movimenti apparsi in Mauritania, Algeria, Tunisia, Egitto, Giordania, Libano, Siria e Yemen, la precondizione strutturale è molto simile a quella che, 50 anni fa, ha permesso il nascere dei movimenti giovanili in USA e in Europa: un enorme aumento della popolazione giovanile scolarizzata e con aspettative crescenti. Da noi era avvenuto col baby boom degli anni 50-60, da loro nell’ultimo trentennio per cui i giovani sotto i ventiquattro anni costituiscono la maggioranza della popolazione. Essi sono scolarizzati, con desideri presi dall’occidente e sono spesso disoccupati.
Tutti hanno parlato dell’importanza di facebbolk, dei cellulari, della imitazione, del contagio, cose verissime, ma si tratta di fattori che diventano efficaci solo in paesi che hanno situazioni strutturali analoghe. Non puo per esempio esserci contagio in Italia dove la percentuale dei giovani è bassissima. Invece ci puo essere in paesi con lo stesso tipo di popolazione giovanile anche se il sistema politico è completamente diverso come il Marocco, la Libia e la Turchia.
Questo non vuol dire che gli effetti politici dei movimento siano uguali ovunque. Il movimento collettivo e un processo con delle fasi. Nella sua fase iniziale la gente vive quello che io ho chiamato lo stato nascente .Una esperienza di entusiasmo, di esaltazione, di fratellanza in cui tutti hanno l’impressione di poter realizzare subito la liberta, l’uguaglianza, la pace, e la giustizia.
Lo stato nascente è uguale in tutti i movimenti e in tutti i paesi. Poi però subentra la seconda fase di elaborazione ideologica, religiosa e politica, fino ad un terza fase in cui si costituisce e si afferma un potere. In Iran, durante la fase dello stato nascente quasi tutti pensavano che i giovani iraniani sarebbero diventati socialisti come era avvenuto in Europa. Invece Khomeini ed il clero sciita hanno egemonizzato il movimento e lo hanno usato per costruire una teocrazia islamista.
Tutti oggi si domandano se lo stesso può avvenire in Egitto sotto la leadership dei Fratelli Musulmani. La mia prima impressione e che le elites, dopo l’esperienza iraniana e incomincino ad avere dei dubbi se non paura. Inoltre la Guida dei Fratelli Musulmani Mahdi Akef non è certo un leader carismatico come Khomeini. Ma i movimenti sono come masse d’acqua che possono spostarsi o fermarsi in modo imprevedibile





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