ARTICOLI DEL "CORRIERE"

Di seguito presento una selezione di miei articoli pubblicati sulle pagine del quotidiano “Il Corriere della Sera” nel 2010


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ANNO 2010

Sesso e amore
27 Dicembre
Fino a ora in tutte le società conosciute l’attività sessuale veniva regolata minuziosamente dalla morale e dalla legge. Dei maschi si pensava che desiderassero accoppiarsi con tutte le donne piacenti, delle donne, invece si pensava che desiderassero farlo solo con chi amavano, oppure per dovere col marito. Ma oggi questo costume sta rapidamente scomparendo. Moltissime donne dicono apertamente che quando vedono un uomo che gli piace cercano di non farselo scappare. Esattamente come i maschi. Ma vi sono gruppi femminili che cercano volontariamente di comportarsi come facevano i maschi nei bordelli. In alcuni colleges americani le ragazze celebrano le feste di fine d’anno ingaggiando dei “ prostituti “che si aggirano nudi fra loro ed hanno rapporti sessuali prima con una e poi con l’altra mentre le compagne applaudono. E vi sono studentesse che fanno a gara di quanti più ragazzi si portano a letto in un anno.
Questo mi fa pensare che nel giro di pochi decenni maschi e femmine potranno accoppiarsi come gli piace, in privato o in pubblico, senza nessun freno morale. Ciò, però, non vuol dire che ci sarà una totale promiscuità perchè esiste una forza che vi si oppone. Non la Chiesa, non la famiglia, non la scuola, non la morale, non la legge.
L’unica forza che vi si oppone è l’amore dell’innamoramento, perche è monogamico, esclusivo e geloso. Anche se un uomo o una donna sono abituati ad avere rapporti sessuali facili con molte persone, quando si innamorano desiderano in modo esclusivo la persona amata. E non sopportano che lei possa avere contatti con un altro. L’amore dell’innamoramento e monogamo e chiede la fedeltà assoluta. Una donna innamorata scrive “ Non andrò mai con un altro perche non voglio sciupare, inquinare le stupende sensazioni che provo con te. Basterebbe un contatto per intossicare irreparabilmente la loro purezza. E lo stesso vale per te.”
E solo perche esiste l’ innamoramento e l’amore totale appassionato che la gente si sposa ancora, va ancora a convivere, ha dei figli . Anche se poi litiga e divorzia.
Il sesso da solo non tiene legato nulla, non ha né regole né freni, però, quando incontra l’amore che è esigente e spietato, è costretto a riflettere e a disciplinarsi. Da questo conflitto oggi stanno nascendo, a fatica, un nuovo sapere ed una nuova etica dell’amore e del sesso. Ed io sono orgoglioso di aver dedicato la mia vita a studiare questo argomento che diventerà sempre più importante nel futuro.


La bottega del Verrocchio
20 Dicembre
L’ Italia è il quarto produttore del mondo di macchine utensili e robotica anche se ha solo solo 400 imprese e 32.000 dipendenti. Ma in esse imprenditori, dirigenti e tecnici preparatissimi lavorano fianco a fianco, formano equipe creative capaci di fornire i prodotti più sofisticati e risolvere i problemi più difficili per i clienti più esigenti in tutte le parti del mondo. Parlando con loro, vedendo come reclutano i giovani, come curano la loro formazione, mi è venuta in mente la Bottega del Verrocchio dell’epoca di Lorenzo il Magnifico, dove lavoravano e si sono formati Leonardo da Vinci, Botticelli, il Perugino, il Ghirlandaio, Francesco Botticini, Francesco di Simone Ferrucci. Una bottega che era ad un tempo una comunità, una scuola ed una fabbrica in cui si produceva pittura, scultura ed oreficeria per tutta l’Italia e l’ Europa.
E, riflettendo sulla mia lunga esperienza con i grandi imprenditori, mi sono reso conto che anche nelle imprese più dinamiche il cuore è sempre formato da un gruppo di persone che stanno accanto all’imprenditore, lavorano con lui, crescono con lui, imparano con lui e diventano loro stessi imprenditori e formano , con i tecnici e i dirigenti, qualcosa che è ad un tempo una scuola e una comunità tesa verso una meta.
Più volte ho scritto che il vero insegnamento e quello che gli allievi compiono lavorando fianco a fianco dei maestri, producendo insieme a loro. E questo vale sia per chi fa filosofia e storia come per chi fa archeologia o elettromeccanica. Soprattutto nel settore tecnico il più grave difetto della scuola italiana è di non volersi sporcare le mani con problemi concreti, con la realtà, tenendo presente le imprese che combattono sul mercato mondiale. Noi l’abbiano affrontato al Centro Sperimentale di Cinematografia dove non si studia solo la teoria e storia del cinema, ma come si fa concretamente un film, con la sceneggiatura, il costume, la scenografia, la produzione, la gestione degli attori, stando sul set al freddo o al caldo , a qualunque ora del giorno o della notte, provando e riprovando il montaggio davanti al computer. Tutti lavori ad un tempo intellettuali e manuali, creativi e tecnologici dove produttori, registi studenti, docenti, macchinisti lavorano insieme, inventano insieme, producono insieme. Si, esattamente come avveniva nella bottega del Verrochio e come dovrebbe avvenire in ogni altro settore conoscitivo e produttivo, dovunque.


Saper giudicare
20 Dicembre
Nel corso della vita dobbiamo sempre giudicare gli altri, valutarli, decidere se possiamo fidarci di loro. E’ un compito difficile, perché non conosciamo bene nemmeno noi stessi e le circostanze cambiano in continuazione.
Ma ci sono alcuni criteri di buonsenso che possiamo seguire?
Uno è la prima impressione. La prima volta che incontriamo una persona non abbiamo ancora nessuna idea preconcetta su di lei, registriamo tutti i suoi messaggi verbali e non verbali come una pellicola vergine. E se lei non sa nulla di noi, non sa come mascherarsi, come travestirsi Abbiamo così l’opportunità di percepire qualcosa che poi svanirà perché, in seguito, ci presenterà l’aspetto che ritiene più gradito e noi faremo intervenire l’intelletto, il ragionamento, sentiremo le opinioni degli altri, ci faremo influenzare. Certo la prima impressione può essere erronea. Ci sono persone che si sono addestrate a presentarsi sempre in modo simpatico e nascondono un animo malvagio.
Per questo occorre poi raccogliere informazioni. Prima di tutti facendola parla re a lungo, ponendole le domande nei momenti più impensati, ascoltandola mentre parla con altri. Ma soprattutto studiando la sua storia passata. Cosa ha fatto nel corso della sua vita, cosa dicono di lei le persone con cui ha avuto rapporti stretti?
Si e comportata in modo onesto, sincero, o ha ingannato, truffato ? Non abbiate paura di essere invadenti. E’ giusto, doveroso, farci una idea oggettiva di chi è l’altro. Se ha agito bene potrete scoprire qualità straordinarie che non avreste nemmeno sospettato. Se invece è un poco di buono meglio saperlo subito che scoprirlo troppo tardi.
Alla fine c’e un terzo criterio. Quando dovete prendere una decisione impegnativa domandatevi: “ Al mio posto lui si sarebbe comportato come me ?“ e potranno venirvi dei dubbi. Vi accorgerete che ci sono molte cose che vi dividono. Potrete scoprire che è più generoso o più avaro di voi, ma anche più superficiale o più cinico.
Se infine dovete scegliere un manager o un collaboratore importante domandatevi sempre : “ cosa farebbe questa persona se se fosse un dittatore onnipotente? “ Allora vi accorgereste che certi uomini servili potrebbero diventare vendicativi, che alcuni personaggi brillanti potrebbero diventare dei despoti capricciosi, che alcuni moralisti potrebbero rivelarsi degli inquisitori e certi comici essere crudeli. Dicono che il potere corrompe. Proviamo ad immaginare che lo abbiano e lo esercitino su di noi.


La forza d’animo
13 Dicembre
Cos’e la forza d’animo? Vi sono delle persone che sono sopravvissute per decenni in orribili celle senza luce, altre nell’incubo dei gulag sovietici e dei campi di sterminio hitleriani Altre, invece, appena imprigionate crollano, si ammalano perche cedono le loro difese immunitarie, ed alcune arrivano al suicidio. E ciò che abbiamo detto per la prigionia vale per ogni altro grande trauma, perdita, dolore.
Io credo che nel nostro animo si scontrino due forze. La prima è lo slancio vitale, il desiderio di vivere, di affermarsi, di lottare. Essa ci spinge verso il futuro, ci fa cercare sempre delle soluzioni alternative. L’altra invece è lo sconforto che ci spinge alla resa. Essa blocca il nostro desiderio di vivere e di agire , inchioda la nostra mente sul presente, le impedisce di immaginar alternative e di sfuggire alla sua ossessione.
Lo sconforto e una droga , una terribile lusinga, una pericolosa seduzione. Nel film di Kurosawa, "Sogni" due soldati vengono sorpresi da una tormenta di neve. Ad un certo punto appare loro una donna bellissima che li accoglie fra le sue braccia amorose. Loro sono tentati di abbandonarsi. Poi capiscono che quella donna é la tormenta stessa, che promette loro la pace della morte .
Allora la scacciano, si coprono e, con la luce del mattino, si accorgono di essere accanto al loro accampamento. Il racconto ci dice che bisogna lottare contro la tentazione .
Ma come? Osservando coloro che sanno resistervi ho capito che vince chi riesce a gettarsi in una attività impegnativa che distoglie la sua mente dalla ossessione. Alcuni prigionieri si sono dedicati ad addestrare un topo, un ragno. Preferisco però ricordare una ragazza che, dopo il fallimento del suo primo amore, si è lanciata in una vita piena di rischio e di avventura ed ha avuto un grande successo. E alcune persone di genio che, dopo la catastrofe hanno reagito creando, percorrendo strade nuove. Machiavelli, costretto all’esilio ha scritto le sue opere più importanti e Nietzsche, lasciato da Lou Salomè ha scritto "Così parlò Zarathustra". Ma ci sono certo altre strade, come cambiare lavoro, iniziare una nuova attività o dedicarsi al volontariato. La chiave è sempre la stessa, evitare l’ossessione, cercare il diverso e incanalarvi tutte le nostre energie vitali. Vi riesce bene chi ha un ideale, una grande meta come Nelson Mandela che, nei ventisette anni di prigione, ha sempre lottato per la libertà del suo popolo.


Attenzione e concentrazione
29 Novembre
Quasi tutti i miei colleghi universitari sono d’accordo nel dire che molti loro studenti non sono capaci di seguire una esposizione, un compito impegnativo o un ragionamento per più di dieci minuti. Inoltre non sono capaci di collocare cronologicamente nel tempo gli accadimenti storici, non sanno per esempio se Maometto e vissuto nel 600ac, nel 600dc. Per molto tempo ho pensato che queste ed altre lacune dipendessero dal cattivo studio nei licei: Recentemente mi sono reso conto che invece dipendono dal tipo di apprendimento gia alla scuola elementare materna.
Prima di andare a queste scuole, quando stanno con i genitori, i bambini piccoli sono attenti, ascoltano, seguono affascinati le favole. Dopo essere stati qualche anno in classe cambiano.
Se gli parli, si distraggono, spostano un libro, un giocattolo, non ascoltano. Ti fanno una domanda e poi vanno via, non aspettano la risposta. Alla televisione continuano a fare zapping da un programma all’altro. Non è mancanza di interesse, hanno perso la capacita di concentrazione perche stando con gli altri e giocando con loro si sono abituati a passare continuamente e caoticamente da una attività all’altra e non c’e nessuno che gli insegna come stare attenti, e li rimprovera quando non lo fanno.
E, allo stesso modo nessuno esige da loro che imparino a collocare nel tempo tanto gli accadimenti sia storici che quelli della propria vita. Tutto questo non avviene in altri campi, per esempio nello sport. Nel calcio, nella scherma, nel tennis l’allenatore, se ti distrai, ti rimprovera e i tuoi compagni protestano. Gli sportivi inoltre ricordano benissimo il succedersi cronologico dei campionati.
Nella scuola invece ormai si e diffusa da anni l’opinione che non si debba più rimproverare nessuno, che non si debba più correggere con l’esercizio una tendenza sbagliata. Molti pedagogisti e molti psicologi pensano che se rimproverano o correggono un ragazzo gli creano una grave frustrazione e bloccano la sua libertà creativa. E i genitori aggravano la situazione mettendosi normalmente dalla parte dei figli e contro gli insegnanti .
Il risultato e che molti non impareranno più a concentrarsi, ad applicarsi, a fare un ragionamento complesso. Ed è anche per questo che c’e tanta disoccupazione. Perchè le imprese si trovano di fronte giovani con una preparazione evanescente e che danno poco affidamento quando a capacita di ragionare. Di conseguenza assumono solo i giovani tecnici e quelli che appaiono preparati e capaci di impegnarsi.


Una cultura seria
22 Novembre
Sono stanco di veder additare a modello miliardari che ostentano la loro ricchezza, imbroglioni che vivono sul pettegolezzo , ignoranti che la gente prende come modelli di sapere e di saggezza, politici che gridano, e non fanno una analisi politico-sociale rigorosa. E di non sentire mai parlare e in modo approfondito i grandi studiosi , i grandi intellettuali.
Fino a non molto tempo fa la gente aveva rispetto per l’alta cultura, per il grande filosofo, il grande scienziato, il grande studioso Ancora negli anni settanta un qualsiasi laureato leggeva e citava filosofi come Kant ed Hegel, sociologi come Max Weber , Ortega e Pareto , psicologici come Freud e Jung,. Quasi tutti i politici della prima repubblica erano persone molto colte, spesso professori universitari. E c’erano imprenditori come Olivetti o Pietro Barilla che si circondavano di uomini di cultura, di grandi artisti e creavano grandi imprese. Nei giornali, alla radio alla televisione apparivano i principali personaggi della cultura. Lo faceva anche Costanzo a Grand’Italia . Oggi non è più così. C’e un circolo mediatico formato da persone che si invitano fra di loro, si elogiano e fanno loro commemorazioni. Pensiamo al lutto per Tarricone.
Ma chi ha commemorato alla televisione, grandi figure come Alessandro Bausani , Norberto Bobbio, Lucio Colletti, Franco Modigliani, Mario Luzzi , Sergio Cotta, Elemire Zolla, Pietro Cascella, Giò Pomodoro ?
In Italia c’e una grande creatività ed una immensa offerta di libri, film , spettacoli . Ma manca un principio d’ordine , di gerarchia, un criterio di giudizio. Le scelta sono superficiali, affidate ad un marketing grossolano e talvolta a voti comperati. L’elite del sapere ha rinunciato ad educare il pubblico a riflettere e scegliere. La cultura, la scienza, lo studio dell ’animo umano hanno bisogno di pacatezza, di approfondimento , di riconoscere quando si è sbagliato, di virtù come il rispetto e l’ umiltà. Ma oggi non siamo più disabituati al ragionamento e all’argomentazione rigorosa, vogliamo la chiacchiera e la battuta facile.
Abbiamo avvilito l’alta cultura, la grande ricerca, la vera imprenditorialità. Sono convinto che, se la società va male, è anche per questa perdita di spessore, di serietà intellettuale e morale, per questo incialtronimento. Mi sembra giunta l’ora che le elites culturali di destra o di sinistra si sveglino, riprendano il loro ruolo ,il loro compito educativo e pongano un freno al degrado.


Democrazia
15 Novembre
Le democrazie anglosassoni durano secoli perche sono modellate sul Grande ciclo collettivo. Questo incomincia con un movimento collettivo in cui la gente , animata da ideali ed entusiasmo , si riunisce attorno ad uno o più leader carismatici e porta al potere una nuova classe politica. Essa si installa , si sradica, si arricchisce , poi a poco a poco si irrigidisce. Nel frattempo, pero , la società cambia , cambiano le generazioni, le tecnologie, i problemi , le abitudini, i bisogni , i gusti. E poiché la classe politica irrigidita non risponde a tutti questi mutamenti, crescono il disagio, l’ insicurezza e il malcontento finche non esplode un altro movimento collettivo che porta al potere un altro leader e un'altra classe politica. Così ricomincia il ciclo. Gli americani hanno inventato un meccanismo elettorale in cui ogni quattro anni ( più le elezioni di medio termine ) possono rinnovare sia il presidente che la classe politica. Questo rende più rari e meno violenti i movimenti collettivi. Sono le elezioni che producono il rinnovamento.
Invece nei paesi in cui, come in Italia, non ci sono scadenze elettorali obbligate per il leader e la classe politica, periodicamente il sistema politico va in crisi e sono solo i movimenti collettivi ne fanno emergere uno nuovo .
Dopo il crollo del muro di Berlino ( 1989 ) la classe politica formata da DC, PSI, PSDI, PRI e PLI è stata annientata e al suo posto sono esplosi diversi movimenti fra cui Lega nord e Forza Italia che, con alcuni alleati, hanno dato una impronta bipolare alla seconda repubblica. Ma questa resta costituzionalmente parlamentare in cui sono i parlamentari e non i cittadini alle elezioni a decidere il governo. Il politico sconfitto non aspetta certo quattro anni per tornare al potere, ci prova subito. Di conseguenza siamo in campagna elettorale permanente .
Oggi che le forze politiche emerse negli anni ‘90 si stanno logorando , il sistema politico sta per andare di nuovo in pezzi ed entreranno nuovamente in gioco i movimenti. Il processo è solo agli inizi e, questa volta è incominciato a sinistra con i movimenti di Vendola, Grillo e Renzi. A destra continua ad essere forte la Lega che ha prodotto una classe politica giovane, invece, a livello nazionale c’è stata la secessione dell’UDC e poi quella di Fini. Il Pdl continua ad avere molti seguaci e, per ora , non si vedono movimenti che pero esploderanno inesorabilmente nel momento in cui Belusconi dovesse ritirarsi.


Lavoro manuale e intellettuale
8 Novembre
La gente ha in mente una distinzione fra lavoro manuale e lavoro intellettuale che aveva senso un tempo, quando da un lato c’ erano solo operai e contadini analfabeti, e dall’altro intellettuali umanisti. Ma oggi che senso ha dire che un tecnico di impianti elettronici fa un lavoro manuale mentre l’impiegato ne fa uno intellettuale? Il tecnico affronta problemi che costituiscono una vera sfida intellettuale con un sapere che ha acquisito con anni di studio e di lavoro. L’altro spesso fa un’ attività di routine che richiede solo di adoperare in modo elementare il computer.
La nostra economia ha un disperato bisogno di tecnici preparati. E non solo nella tradizionali professioni industriali, ma anche nelle attività di servizio: elettricista, idraulico, giardiniere, esperto di impianti di sicurezza, cuoco e pasticcere, infermiere o tecnico di infissi. Anzi, oggi servirebbe un sapere teorico-pratico anche per fare il semplice commesso. In un negozio di fiori dovrebbe conoscere fiori e piante, in uno di prodotti tessili le fibre e le manifatture, in una libreria i libri che vende e, nel campo dei computer, conoscere i diversi sistemi operativi e saper dare una vera assistenza ai clienti.
Invece questi tecnici mancano, le imprese li cercano e non li trovano. Molte famiglie e molti giovani vanno ancora all’università per avere il “pezzo carta” e sognano di un lavoro intellettuale, magari di diventare subito scrittore, avvocato, giornalista conduttore televisivo. E poi si trovano in diecimila ad un concorso per cinque posti da vigile urbano o da impiegato statale.
E la principale causa è proprio la distinzione fra lavoro intellettuale e manuale anche nell’ insegnamento. Perchè da un lato si fanno corsi universitari astratti senza rapporti con la realtà dall’altro corsi professionali senza sufficiente base teorica. Mentre occorre una formazione che dia un sapere elevato ma applicato ai problemi concreti. Dove impari studiando e lavorando su casi reali, sotto la guida di bravi maestri e sapendo che devi dare un risultato. La sfida della concorrenza globale non può essere vinta solo con alchimie economiche. Dobbiamo svegliarci un po tutti, mettere da parte le fantasie, le abitudini consolidate, guardare il faccia la realtà come abbiamo fatto nel dopoguerra quando, in pochi anni, siano uscita dalla miseria, come ha fatto la Cina, come stanno facendo il Brasile e la Germania. Ritrovare slancio vitale, ma anche rigore e determinazione.


Solitudine
1 Novembre
Quanto parliamo di solitudine ci riferiamo alla sofferenza della solitudine. Ci sono infatti delle persone che, almeno in certi periodi della loro vita, stano bene soli. I motivi possono essere i più vari: per studiare, per lavorare, per riflettere, perchè stanno male e non desiderano compagnia. La solitudine dolorosa è solo quella che ci viene imposta.
Perche la solitudine è così terribile? Perchè noi come individui isolati non esistiamo. La nostra lingua, le nostre emozioni, il modo di comportarci, le mete, le speranze la prendiamo dai genitori, dai maestri, dagli amici, dagli altri. Viviamo nella nostra comunità come il bambino nel ventre della madre, fuori c’è il deserto, l’esilio: trovarsi fra gente che non conosci e non ti conosce, che non ami e che non ti ama, a cui non sai cosa dire e che non ha nulla di dirti .Uno stato tanto più doloroso quando prima eri accanto al tuo amato, circondata da amici, che condividevano i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, i tuoi desideri. Ora continui a pensare al loro, non guardi più al futuro I medici dell’ottocento l’hanno studiata come malattia e l’hanno chiamata nostalgia.
Tre sono le cause di nostalgia straziante: la morte,le distanza, l‘abbandono. La morte ti spinge a pensare continuamente alla persona amata e a parlare mentalmente con lei.
La distanza ti fa desiderare dolorosamente il tuo amato, e parli con lui aspettando il vostro incontro. Questo ti da vita, energia. La distanza crea una solitudine dolorosa ma attiva. L’abbandono, invece, crea un dialogo fatto di rimprovero e di accusa. Ci sono però anche forme di solitudine in mezzo agli altri. Come due coniugi che non si amano più si costringono a vivere insieme per amore dei figli. Una solitudine a due, come due carcerati nella stessa cella.
Esiste un metodo per evitare o almeno ridurre il dolore della solitudine? Si . Non richiudersi mai in un solo gruppo, non tenere mai i rapporti con solo una o due persone. Non farsi imprigionare, restare liberi, scegliere liberamente chi ci piace, ci capisce, ci ispira fiducia e poi coltivare la loro amicizia. Cioè coloro che ci interessano gli amici da noi, andare da loro, aiutarci, ritrovarci nelle feste, nelle vacanze, chiamarci, salutarci divertirci insieme. Ed essere aperti a conoscere nuove persone con cui poi se ci piacciono tenere rapporti affettuosi. Questa rete di affetti ci aiuterà moltissimo nella solitudine. Con loro non saremo mai completamente soli.


Il cambiamento
25 Ottobre
Il benessere, la felicita non durano mai a lungo. Gli antichi quando erano felici temevano “l’invidia degli dei “ Ma non è necessario invocare gli dei, spesso basta l’invidia degli uomini. E’facile passare dall ‘applauso alla gogna, dalla gloria all’insulto. Socrate è stato condannato a morte , Scipione in esilio, Galileo imprigionato, il creatore delle chimica Lavoisier ghigliottinano fra gli insulti del popolo. Ma il più spesso delle volte il nostro benessere e la nostra felicita non finiscono a causa dell’invidia, ma per un incidente, una grave malattia, un disastro economico. Ed in tutti i casi il trauma è sempre improvviso, sempre inatteso noi reagiamo con incredulità. Ci sembra un incubo da cui possiamo svegliarci. Ci sforziamo di continuare la nostra vita normale. E solo lentamente e con angoscia ci rendiamo conto non e un sogno, ma la realtà.
Per superare il trauma, per continuare a vivere, per ritrovare la serenità c’è solo una strada: accettare la nuova situazione, capirla, adattarsi ad essa. È come essere sbarcati in un mondo nuovo e sconosciuto, non possiamo conservare le abitudini di un tempo e farci prendere dal rimpianto del passato. Dobbiamo imparare rapidamente a vivere nel nuovo ambiente, studiarlo, cercare quali sono le opportunità che ci offre, sfruttarle.
Questo atteggiamento vale di fronte ad una malattia che ti obbliga fare delle lunghe cure, o che ti lascia debilitato e che ti costringe a cambiare completamente abitudini. Ma vale anche quando perdi un lavoro e devi un altro, magari più umile. O cambiare radicalmente. Ricordo dei miei amici intellettuali ungheresi che dopo la rivoluzione sono emigrati: qualcuno è rimasto in università, altri si sono messi nel commercio. I colti ebrei dei paesi orientali costretti fuggire dalla miseria ,dai pogrom e dalle persecuzioni, arrivati nel nuovo mondo sono diventati commercianti, banchieri, orefici, scrittori, musicisti, cineasti, hanno creato Hollywood .
Tutto questo vale anche oggi con la globalizzazione, la concorrenza cinese, il vertiginoso sviluppo tecnologico. In poco tempo la società si è trasformata e i vecchi mestieri le vecchie attività scompaiono. La scuola prepara ancora per professioni che non esistono più. In questo territorio ignoto cosa si deve fare? Osservare le gente , vedere cosa le manca, di cosa ha bisogno: li ci opportunità, li occorrono mestieri nuovi. Non andare perciò dove vanno tutti, ma dove vanno solo in pochi e dove c’e una forte domanda.


Epoche creative
18 Ottobre
Ci sono dei luoghi in cui, per un certo periodo fioriscono i geni, seguito torna la mediocrità. Atene fra il 450 e il 350 ospitava figure come Socrate, Platone e Aristotele, poi nulla. L’Italia ha avuto lo splendore del Rinascimento, poi le occupazioni straniere e la decadenza. Alla fine del secolo a Vienna c’erano Freud, Klimt, Mahler poi il deserto. In Francia negli anni sessanta e settanta Sartre, Simon de Beauvoir, Levy Strauss, Barthes. Oggi non c’e più nessun come loro. In tutta Europa la cultura sembra avvizzita .
Perché? Perche non nascono più persone di genio oppure perche il nuovo ambiente non le aiuta a crescere, ad affermarsi, ma le ostacola e valorizza altri tipi di personaggi? Io credo che sia questa la vera causa. Quand’e che fioriscono i geni? Quando la società ha slancio, ottimismo, fame di futuro e quindi di persone competenti e geniali. Come in Italia nel dopo guerra, quando tutti volevano lasciarsi alle spalle la miseria e creare prosperità. Ed erano pronti a lavorare duramente, a prodigarsi. Gli operai lottavano per diventare piccoli imprenditori, gli studenti facevano a gara per sapere di più. I più bravi erano subito richiesti dalle imprese. In una piccola citta come Pavia gli studenti universitari più brillanti erano conosciuti da tutti e ricercati dalle ragazze.
Poi e venuta la globalizzazione e una crisi dei sentimenti morali collettivi. Abbiamo una popolazione invecchiata, una economia stagnante, una scuola scadente, una università satellite di quelle anglosassoni, con studenti che non hanno più la passione del sapere. Fra cui si è radicato il devastante convincimento che chi fa bene, chi si prodiga, chi lavora duramente, chi merita, non verrà ricompensato, non avrà successo. Mentre riuscirà chi è spregiudicato, chi appare in televisione, chi trova protezioni politiche. Si è diffusa l’idea che siamo in una “societa liquida “ in cui non conta ciò che hai fatto, non valgono la lealtà, la parola data. Cosa non e vera perche se non resistessero questi valori la societa smetterebbe di funzionare.
E anche nel lavoro vediamo che i giovani preparati, pronti a lavorare e ad adattarsi, lo trovano.Ma con più fatica. Come fa più fatica chi ha grandi doti e si trova in un ambiente culturale che non lo aiuta e non lo capisce. Per riuscire deve avere una grande fede, un grande ideale e una fiducia di fondo nella natura umana per vincere ogni giorno la sfiducia, il cinismo, l’ indifferenza di chi lo circonda.


Riconoscimento
11 Ottobre
Tutti noi desideriamo essere conosciuti, ammirati ed amati. Il bambino vuol essere abbracciato dal papa e dalla mamma, se, c’è una recita , essere sul palcoscenico. Gli adolescenti sono pronti a fare ogni sorta di stranezza per apparire. Nel passato gli adulti si accontentavano della notorietà che potevano avere nel loro villaggio o nella loro città. Gli uomini essere salutati con deferenza mentre le donne essere ammirate per la loro bellezze e i loro vestiti A livello nazionale venivano conosciuti ammirati solo i re le regine, i nobili, i grandi politici.
La separazione netta fra chi guarda e chi è guardato continua anche con la radio e il cinema perche si forma un'altra elitè, che, nel 1961, ho chiamato l’elite senza potere, formata dai personaggi dello spettacolo attori, cantanti che diventano l’oggetto dell’interesse, dell’ammirazione e del pettegolezzo collettivo, i divi .
La distinzione fra chi guarda e chi è guardato si è attenuata solo recentemente grazie ai mezzi interattivi. Le radio e le televisioni fanno partecipare alla trasmissioni i loro ascoltatori con domande, ma sono comparse brevi che non danno notorieta. Però il desiderio di apparire è tale che ci sono donne anziane pronte a fare le “ velone “ cioè a ballare e cantare davanti a un pubblico che ride.
Per affemarsi decine di migliaia di ragazze si affollano per un concorso da veline.
Le cose cambiano radicalmente con internet e la nascita dei blog personali in cui, se partecipi regolarmente puoi diventare noto a quel pubblico. Ma per chi ha bisogno di una gruppo che lo riconosce, lo apprezza, il grande mutamento e dato dalla nascita delle comunità virtuali tipo Facebook, in cui gente di tutte le età e di tutti i ceti si sceglie senza dipendere da conduttori o agenzie di casting. Ciascuno, chiama e respinge chi vuole, e nella comunità così formata tutti si scrivono, si raccontano ciò che fanno o desiderano Poi si scambiano doni, auguri organizzano feste, viaggi, mostre, letture di libri, campagne contro abusi, o si mobilitano per una giusta causa. Tutti sono protagonisti, non c’e più la separazione fra chi guarda e chi è guardato. Nel gruppo, che puo arrivare a migliaia di persone, si crea così un clima di amicizia, di simpatia, di confidenza, di rispetto fiducioso e ciascuno si sente riconosciuto . È in questo mondo sotterraneo, che nessuno conosce e controlla, che maturano i nuovi rapporti sociali, i nuovi giudizi, i nuovi valori.


La funzione dei grandi partiti
4 Ottobre
La nostra è una Repubblica parlamentare dove ogni eletto rappresenta il popolo. Di fatto il sistema ha funzionato solo perche nel passato si sono formati dei grandi partiti (DC, PC , PSI ) con una fede, dei valori, dei programmi, capaci di prendere decisioni. Periodicamente però questo assetto entra in crisi. È successo nel 1989-94 dove , sotto i colpi di Mani Pulite, sono letteralmente svaniti i quattro partiti di governo. Ma al loro posto , in breve tempo, sono sorti tre movimenti collettivi che sono poi diventati altrettanti partiti politici: La Lega, Forza Italia e Italia dei valori. Essi esistono tutt’ora .
I grandi partiti, nella nostra storia, hanno costituito l’ossatura della società civile perchè unificavano la popolazione sulla base di ideali, di valori, di programmi a lungo termine, selezionavano una classe politica preparata e facevano confluire i mille diversi interessi individuali e di gruppo in un grande scopo collettivo. Senza di loro gli individui e i gruppi restano privi di orientamento e agiscono sulla base dei più brutali interessi . I grandi partiti infine hanno anche sempre svolto la funzione di trasformare la collera, la violenza , gli impulsi eversivi in forze costruttive. Negli anni ‘70, con i gruppuscoli, sono subito emersi anche i terroristi.
Oggi però questi partiti, con l’eccezione della Lega, si stanno di nuovo indebolendo. Vediamo la nascita di poteri locali, la frattura del PDL, i dissensi nel Partito Democratico e nell’ UDC, il formarsi di coalizioni basate sull’interesse politico immediato, il rafforzarsi delle mafie, la comparsa di movimenti nuovi come quello di Grillo. E il ritorno di contestatori nelle università e fuori, come mostrano gli attacchi a Letta, Schifani, Maroni e Bonanno.
Se la loro frantumazione dovesse continuare nei prossimi anni, cosa succederà? Alcuni pensano che un governo stabile possa essere assicurato anche da molti piccoli partiti con accordi parlamentari. No non è possibile. Quando mancano le grandi forze unificanti sulla base dei valori, si diffondono corruzione, disordine, sfiducia, paura e, ad un certo punto, nascono movimenti collettivi con nuovi ideali e nuovi leader. Mi domando però se riusciranno a formarsi anche grandi partiti capaci di unificare gli italiani del nord e del sud. E leaders con un rigore morale ed una saggezza politica che consenta loro di vincere la corruzione e di superare le divisioni e gli egoismi attuali.


Crisi e cambiamenti
13 Settembre
La creazione, l’invenzione passano sempre attraverso una crisi, una messa in gioco di se stessi. Nel recente film di Aronofsky, Black Swan , la ballerina è bravissima sul piano tecnico , ma per raggiungere la perfezione deve vivere una crisi profonda, uscire da sè, incontrare il dramma, morire e rinascere. Ma tutti noi affrontiamo il problema a partire dall’infanzia quando la maestra ci interroga. Molti pedagogisti sono contrari agli esami perche dicono che sono traumi. E’ vero sono traumi, ma sono indispensabili proprio perche ti costringono a domandarti cosa vuoi, e a prendere coscienz di ciò che fai.
Ci sono delle persone che, nel corso della loro vita , non cambiano mondo di pensare, di sentire, talvolta nemmeno lavoro . Una vita prudente, dove tutto viene tenuto sotto controllo, senza rischi, senza colpi di testa, in cui il bisogno di emozione e di passione vengono soddisfatti stordendosi di musica in discoteca oppure in un comizio o nel tifo sportivo. Questo tipo di persone, qualunque mestiere facciano, il funzionario, il filosofo o il politico, non possono inventare, non possono creare.
Il cambiamento, l’ innovazione le creazione maturano sempre nelle sofferenza, nel disagio, nella solitudine.
La ragazza che non sopporta di vivere nel piccolo paese in cui si sente prigioniera , ad un certo punto si ribella, scappa, mette in gioco tutta se stessa, rischia, di venire distrutta, ma solo accentando quel rischio può rinascere. Lo scienziato che segue una strada totalmente nuova si distacca dagli altri che lo deridono e solo dopo anni ammetteranno che aveva ragione. Come viene sempre deriso il capo politico o religioso che mette in moto un movimento collettivo dando a gente sfiduciata la forza di ribellarsi, una dignità e una meta . Ma lui può farlo solo se quella disperazione, quella lacerazione, quella rivolta l’ha vissuta dentro di sè.
Le biografie dei grandi del passato ci lasciano spesso sconvolti e turbati perche vi troviamo dei mutamenti imprevedibili, delle azioni che ci sembrano folli. Newton ad un certo punto si è stancato della fisica e si e dedicato all’astrologia, poi si e messo a dare la caccia ad un falsario. Galileo, che era già un ribelle prima, ha volutamente provocare tutti da vecchio scrivendo "Il dialogo dei massimi sistemi" Goethe, Lawrence e Nabokof hanno sconcertato perfino gli amici scrivendo opere rivoluzionarie molto tardi, talvolta prima di morire, come una ultima liberazione dalle inibizioni che li imprigionavano .


Impresa scuola
9 Agosto
I grandi scienziati passano la loro vita nei laboratori, si incontrano e discutono con i loro colleghi ed loro allievi le loro ipotesi, i risultati ottenuti per cui il luogo della ricerca diventa anche una scuola, la migliore delle scuole. La creazione è sempre il risultato di un processo complesso, dell’incontro di una pluralità di persone, di bisogni, di problemi, di sogni, di docenti e di discenti. Spesso il docente si chiarisce le idee proprio perché deve spiegarle ai suoi allievi e quando più sono bravi tanto più è stimolato a farlo.
Anche l’impresa può esser una scuola. Sopratutto quando l’imprenditore si occupa personalmente della ideazione del prodotto, dei processi produttivi, tiene stretti rapporti umani con i propri dirigenti, con le maestranze, con i clienti. Pietro Barilla alle sette del mattino andava in fabbrica a guardare la pasta che era stata prodotta. Michele Ferrero lavorava personalmente alla invenzione e al perfezionamento dei suoi prodotti. Livio Garzanti leggeva personalmente tutti i libri e una volta, due giorni prima di ferragosto, l’ho trovato a lavorare sulla copertina del mio libro Genesi. Le grandi imprese di successo sono sempre state delle scuole da cui sono usciti manager ed imprenditori di valore .
E conta anche l’ambiente sociale. Pensiamo ad un polo universitario come quello di Boston con Harvard, la Brandais e il MIT o a quello californiano con Stanford, Berkeley e l’UCLA dove convergono e interagiscono famosi scienziati da tutto i mondo. Nel campo dell’arte a Holliwood nel XX secolo e, andando indietro nella storia ad Atene all’epoca di Socrate, a Firenze nel rinascimento.
Il fattore decisivo è sempre una concentrazione sufficiente di persone di valore, contatto e in competizione fra di loro, ma una competizione che ha come meta l’eccellenza. Un' eccellenza che si misura sul prodotto, sul successo esterno sia che si tratti di manufatti , di risultati scientifici o di capolavori dell’arte. Per imparare bisogna un produrre insieme qualcosa che deve ottenere il riconoscimento degli altri. Io lo vedo al Centro Sperimentale di Cinematografia dove hanno insegnato e dove hanno studiato i migliori cineasti italiani seguendo la regola che si impara facendo. Voi non avete idea di quali incredibili risultati si ottengono in tutti i campi raccogliendo dei giovani e facendoli lavorare con maestri di grande sapere, sensibilità e cultura. Che,immenso potenziale perciò esiste nel nostro paese ,che miracoli si potrebbero fare!


Prossimi movimenti
2 Agosto
Il nostro sistema politico è una repubblica parlamentare in cui, dal punto di vista giuridico,il parlamento è formato da rappresentati del popolo che decidono individualmente le leggi. In realtà se questi rappresentati non si accordassero prima delle elezioni non riuscirebbero mai a farlo dopo.
Sociologicamente la base della democrazia parlamentare è il partito politico. Questo nasce di regola da un movimento collettivo che si istituzionalizza attorno ad una elite capace di mobilitare il voto di milioni di persone e che, giunta in parlamento, resta unita per realizzare il programma e affrontare la successiva competizione elettorale. Le democrazie più antiche e con istituzioni più stabili hanno due soli partiti e la gente si è abituata a votare per l’uno o per l’altro.
In Italia questo non e stato possibile perché, durante la guerra fredda fra USA e URSS, il Partito Comunista era considerato un alleato dell’ Unione sovietica. Di conseguenza il Paese e sempre stato governata da una coalizione di centro destra centro. Poi di colpo, nel 1989 la guerra fredda è finita e avremmo potuti avviarci anche noi verso il bipartitismo: a destra una unione deri vecchi partiti moderati e a sinistra un PCI rinnovato.
Ma non e successo perche i vecchi partiti di governo sono stati cancellati dalla vita politica per via giudiziaria. La sinistra stava per andare al potere quasi da sola quando, nel centro-destra rimasto vuoto si è costituito un movimento collettivo, Forza Italia, che la sinistra non ha mai accettato come interlocutore legittimo ma ha sempre sperato che svanisse per interne inconsistenza o a causa degli errori o delle inefficienze personali del suo leader.
Non si sono perciò formati due grandi partiti strutturati, ma una configurazione conflittuale anomala in cui da un lato c’è un partito debole con un capo carismatico forte e, dall’altro, la coalizione di tutti coloro che, anche se hanno programmi diversi si propongono prioritariamente di abbattere il leader avversario. È presto o tardi ci riusciranno. Ma allora si frantumerà anche il maggior partito esistente e, nonostante accordi e coalizioni ci sarà, di fatto, una lotta di tutti contro tutti. Uno stato di disordine che porterà ad nuova stagione di movimenti collettivi analoga a quella che abbiano vissuto nel 1968-76 e nel 1989-94. Da questa emergeranno nuove strutture politiche forti, ma purtroppo la linea divisoria potrebbe anche passare fra nord e sud.


Cultura
19 Luglio
Fino a non molto tempo fa l’unico modo per diventare veramente ricco era fare l’imprenditore industriale. Molti sono partiti dal nulla ed hanno creato a poco a poco la propria impresa inventando i prodotti, le macchine, la distribuzione insieme ai propri collaboratori, ai propri tecnici, ai propri operai. E poi hanno plasmato l’ambiente sociale chi li circondava, imprimendogli la loro impronta.
Talvolta raccogliendo attorno a se scienziati, artisti, scrittori, creando premi letterati. Nomi come Agnelli, Mattei, Ferrari, Ferrero, Barilla, Marzotto, Ratti, Merloni, Pirelli, Mondadori, Trussardi, Della Valle, Rizzoli, Benetton , Borletti, Zegna, Armani, evocano grandi complessi industriali, stupendi palazzi, fondazioni, iniziative culturali, meravigliose collezioni d’arte.
Oggi la ricchezza invece viene sempre più spesso dalla finanza o dal successo sportivo o televisivo. Molte imprese sono governate da un manager economico che passa da una impresa all’altra, da un paese all’altro e non è interessato a creare una sede raffinata, una rete di rapporti umani stabili, una comunità di artisti. Spesso non ha un proprio gusto, si rimette all’architetto più famoso. Per la pubblicità usa le agenzie, per i congressi e le conventions si affida ai conduttori televisivi più conosciuti.
Il mecenatismo che nasceva dall’incontro personale fra imprenditori e uomini di cultura è declino. Oggi l’alta cultura viene finanziata essenzialmente dallo Stato o dalle amministrazioni pubbliche. Ma anche i politici non hanno più il sapere di un tempo.
Assorbiti dalle estenuanti battaglie verbali sono più insicuri, costretti ad occuparsi di risultati elettorali immediati. Non fanno fanno progetti a lungo termine, non creano istituzioni culturali di grande respiro.
Eppure se un Paese vuol crescere questo problema lo deve risolvere. Visto che non riescono da soli e non ci sono più i mecenati, bisogna che ipolitici trovino in sé la lucidità e il coraggio di affidare la creazione e la gestione delle istituzioni culturali ad uomini di alta cultura che siano nello stesso tempo dei bravi leaders e dei bravi manager. Non bastano dei manager di pura formazione economica, non bastano persone orientate solo dalla politica.
Devono cercare persone con una profonda formazione, con un vero sapere e che hanno interiorizzato una morale del valore che le mette in condizione di giudicare e di scegliere. È un compito importante per la classe politica di domani.


Tarricone
12 Luglio
Per giorni e giorni gli italiani hanno ha pianto la morte di Tarricone. Le televisioni le radio, i giornali ne hanno ricordato in continuazione la vita, il carattere, le virtù. Un commozione che negli ultini tempo c’è stata solo per la morte di Papa Voitila, un grandissimo papa, un uomo che ha plasmato la storia.
E io mi sono domandato “ ma che cosa ha fatto Tarricone di così grande da meritare un tale cordoglio colletivo?“ Poi mi sono reso conto che la domanda era sbagliata. Perchè la gente non piange quando muore un personaggio importante, non piange chi ha dei grandi meriti sociali, piange chi ama. E l’amore non ha nessun rapporto col potere ,il merito è la gloria. Noi amiamo nostra madre o nostro fratello anche se non hanno fatto nulla di particolare, ma per quello che rappresentano per noi.
E lo stesso vale per i personaggi pubblici. La gente non ha pianto quando è morto Freud, o Einstein nemmeno madre Teresa di Calcutta anche se la considerava una santa, perchè non li sentiva vicini come sente vicino un amico, un fratello. Marshall Mc Luhan ha scritto che la televisone trasforma il mondo in un villaggio in cui qualsiasi personaggio televisivo diventa un tuo vicino di casa. Questo era diventato Tarricone, un caro amico morto troppo giovane e che lascia una moglie, un bambino.
Certo piangiamo anche personaggi famosi ma solo se hanno parlato al nostro cuore, se sono entrati nella nostra anima. Milioni di persone hanno pianto Michael Jackson perche li ha deliziati e commossi con la sua musica fin da quando erano bambini. E così John Lennon, Battisti tutti i grandi cantanti. E lo stesso per i divi del cinema perche la gente si e identificata con loro nei film, partecipa giorno dopo giorno alla loro vita, ai loro amori, ai loro divorzi, alla gioia della nascita dei loro bambini. Perchè nonostante la fama, la ricchezza, li sente simili a sé, con i suoi stessi sentimenti, pensieri, emozioni. Come Diana di Inghilterra che era principessa reale, ma le donne hanno visto in lei la ragazza innamorata, tradita dal marito, la ragazza generosa e appassionata che cercava l’amore e che, quando l’ha trovato, è stata stroncata dalla morte .
Certo la gente piange anche i grandi capi carismatici ma proprio perche li ama. I francesi hanno pianto Napolene e De Gaulle, gli americani Abramo Lincoln e Kennedy i comunisti italiani Togliatti e Berlinguer, i russi Lenin e Stalin, i cinesi Mao. Perchè - meriti o non meriti - quelli erano i loro padri e le loro guide.


Maestro
28 Giugno
Cos’è un maestro? Un persona che ti insegna qualcosa, come leggere, scrivere, o fare uno sport? No è qualcosa di più, è uno che ti guida nel mondo, che ti fa crescere, che ti aiuta a diventare ciò che puoi diventare. Ma senza opprimerti, facendo fiorire le tue potenzialità. E lo fa con un rapporto personale, dove entrambi entrate con la vostra umanità.
Concepito in questo modo il rapporto maestro allievo oggi si e molto indebolito tanto fra genitori e figli come all’interno della scuola. La relazione fra la generazione giovane e mondo adulto viene sempre più affidata alle immagini, come i cartoni animati film TV, le playstation e , in seguito ad attività fisiche come palestra , nuoto , sci, tennis, equitazione , basket, pallavolo, danza, canto , musica. E’ un continuo correre da una parte all’altra, una indigestione di stimoli.
I ragazzi reagiscono creando una propria comunità in cui comunicano usando brevi frasi , brani musicali, immagini, ma cercano anche un modello una guida. Un tempo i maestri erano i sacerdoti, i politici, i poeti, i filosofi, gli scrittori. Oggi sono soprattutto i cantanti. Con la sintesi di musica-immagini-parole indicano loro i sentieri emotivi, gli stimoli vitali.
Noi spesso dimentichiamo che tutti gli esseri umani hanno bisogno di dare un senso alla loro vita. E’ questo che cercano i giovani in tutti coloro che incontrano, un amico, un amore , un cantante. Ma vogliono trovarlo nella libertà , non nell’imposizione. Vogliono scoprirlo come hanno sempre fatto, come faranno sempre, con spirito critico, rivolti al nuovo, al futuro, al creare. E vanno alla ricerca di chi capisce questa loro esigenza, e sa dare una risposta.
Nel corso della mia vita ho visto che quando ho chiamato attorno a me dei giovani con un gruppo di insegnanti bravi, motivati, con un progetto interessante, ambizioso, tutti si sono messi a lavorare con entusiasmo. Ma bisogna che essi sentano che voi ci credete, che vi impegnate e che volete lavorare insieme, che volete inventare insieme e realizzare un opera comune, un opera collettiva. E che siete esigenti con voi stessi prima che con loro, perchè tutto deve essere perfetto. Devono sentire che voi sapete dove andare, ma che loro sono liberi di scegliere ogni volta di seguirvi, e voi li ascoltate, prendete sul serio quello che dicono. Solo allora diventate un maestro: quando tracciate tutti insieme la strada da percorrere.


Correggere gli errori
26 Giugno
Noi tutti compiamo errori di ogni tipo e per le cause più disparate. Disattenzione, ignoranza, paura, imprudenza. Però quando osserviamo i grandi accadimenti storici abbiamo spesso l’impressione che gli errori spesso nascano da uno stato alterato della mente, da un eccitamento eccessivo, da una vertigine che rende troppo sicuri.
Mussolini ed Hitler non erano mai stati negli USA, non aveva una idea della potenza industriale americana, ma si erano costruiti una idea immaginaria della sua debolezza. Quasi tutti i rivoluzionari fanno errori catastrofici perche affrontano situazioni totalmente nuove Quando Emiliano Zapata e Pancho Villa hanno conquistato Città del Messico non avevano la minima idea di come si facesse a governare uno stato moderno. Ma anche il “grande timoniere “ Mao Tse Tung, col “ grande balzo in avanti” ha prodotto una delle più paurose carestie della storia.
Molte decisioni storiche vengono prese in uno stato di eccitamento collettivo che ottunde le capacita critiche. Gli interventisti della prima guerra mondiale pensavano che sarebbe durata pochissimo. Due decenni dopo i tedeschi erano convinti che con le truppe corazzate non avrebbero più avuto avversari e Goering si era messo in testa che bastasse l’aviazione per costringere l’ Inghilterra alla resa .
Molti leader che balzano alla ribalta in situazioni belliche o rivoluzionarie spesso sono personalità autoritarie ed impulsive con poco senso critico che non ammettono mai di aver sbagliato. Col loro entusiasmo trascinano gli altri e spesso li conducono a compiere atti violenti. Pensiamo a quante sciocchezze hanno fatto gli studenti che hanno o occupato le università negli anni sessanta e quanti danni hanno creato gli artisti che contestavano la mostra di Venezia.
Naturalmente nelle circostanze eccezionali emergono anche personalità straordinarie, capaci di creare e costruire. Tutte però corrono il pericolo di eccessi. Perfino Napoleone ha fatto un fatale errore di presunzione quando si è fermato a Mosca aspettando la resa dello Zar.
Insomma le cause dell’errore sono infinite, sappiamo che possiamo sbagliare tutti, anche i più timidi, i più riflessivi e i più prudenti, che basta una disattenzione, un errore insignificante. Ma di certo nei momenti drammatici della storia sbagliano più frequentemente gli individui impulsivi, autoritari, megalomani, che non ammettono i propri errori, che agiscono in un stato di esaltazione e che perdono il senso della realtà.


Qualcosa di più
10 Maggio
L’ultimo film di Soldini "Qualcosa di più" racconta un dramma tipico dei nostri tempi. Anche prima la gente si occupava degli amori e dei divorzi dei divi, ma li considerava diversi. Con la televisione di oggi in cui i divi sono mescolati alle persone comuni, e dove chiunque può diventare improvvisamente famoso, e nata l’illusione di che tutti possiamo fare come loro. Inoltre si è prolungato il periodo adolescenziale in cui gli amori si fanno e si disfano senza problemi. Ma nella vita si creano anche legami forti, si costituiscono situazioni bloccate dove proviamo e arrechiamo dolore. Situazioni in cui compare il tipo di innamoramento che io chiamo “ da fuga “.
L’innamoramento esplode quando due persone sono insoddisfatte delle situazione in cui vivono, dei rapporti che hanno e sono pronte a mutare, a realizzare le loro potenzialità nascoste, a creare un futuro migliore. Ciascuno si innamora di chi gli indica simbolicamente il destino che vorrebbe. Però l’innamoramento, per quanto passionale, è sempre progetto di vita e quando non riesce a diventarlo naufraga, fallisce. Un tempo il progetto era sposarsi e mettere su una famiglia. Oggi vivere insieme una intensa vita amorosa e agire fianco a fianco nel mondo.
L’innamoramento “ da fuga” nasce da una profonda insoddisfazione verso ciò che stai vivendo, ma non diventa progetto concreto di vita a due. Resta solo una evasione, un modo per sfuggire alla realtà, per dimenticarla. E quello che succede al protagonista del film, un poveraccio senza soldi che deve mantenere una moglie due figli piccoli. Si sente in trappola non sa cosa fare. Potrebbe scappare di casa e finire fra i “ chi l’ha visto? “, oppure rifugiarsi in qualche droga. Invece si innamora , fugge nell’estasi della passione erotica. Ma non riesce a creare un progetto, dovrà tornare da sua moglie dove troverà solo litigi, dolore e miseria. Ogni giorni sentiamo di donne disperate perche abbandonate con figli piccoli, e di uomini che, dopo il divorzio , non sanno più dove andare a dormire.
Vi prego non fate l’errore di considerare questo articolo una critica del divorzio. E solo una critica dell’atteggiamenti superficiale che molti hanno verso il mondo dell’erotismo e dell’amore. Come se l’impulso fosse una guida sicura, come se sesso e amore potessero esser manovrati a piacimento. Mentre questo e un campo in cui occorre riflettere, usare l’intelligenza ed avere un forte senso della realtà e del dovere.


Repubblica partitico-palamentare
3 Maggio
Nel corso della storia i partiti, le chiese, i sindacati, sono tutti nati da movimenti collettivi che creano solidarietà, ideali e una leadership carismatica. Il movimento poi diventa istituzione dandosi delle regole . In Italia movimento di liberazione nazionale dopo la vittoria sul fascismo ha prodotto una repubblica parlamentare che affida ogni decisione al parlamento. Essa, in realtà, sociologicamente dovrebbe essere chiamata partitico -parlamentare perche sono i partiti che propongono le leggi e le votano. Un sistema che funziona solo se ci sono partiti forti. Nel periodo 1989-93 i partiti di governo sono stati spazzati via dalla la bufera giudiziaria, ma la struttura non è cambiata perche loro posto sono subito sorti tre movimenti collettivi che poi sono diventati altrettanti partiti guidati dai loro leader carismatici:Bossik, Di Pietro e Berlusconi.
Ma i tempi stanno cambiando. Localmente, in TV e in Internet emergono nuovi leader. Pensiano a Vendola, a Santoro, alle presenze mediatiche di Fini, a Grillo in Internet. I cittadini cercano dei politici che vivono in mezzo a loro, che conoscono i loro problemi che agiscono in modo efficiente e corretto. Tutto questo, unito alla regionalizzazione, fa emergere dal basso una nuova classe politica che i partiti,
per ora con l’eccezione della Lega, fanno sempre più fatica a controllare. Cosa succederà se i partiti si indeboliscono ulteriormente? Il parlamento si frantumerà in gruppi così deboli da non riuscire più a prendere decisioni importanti. Potrebbe av venire una crisi della repubblica partitico-parlamentare. Certo, è solo una ipotesi, ma non è irragionevole e, se fosse vera, che cosa succederebbe in seguito? Vi sono solo due alternative. La prima e che dopo una fase di disordine arrivi un’ altra ondata di movimenti da cui emergono nuovi partiti con nuovi leader carismatici. Ma è poco probabile che si formino grandi movimenti e grandi partiti.
La seconda alternativa e che l’attuale classe politica riesca a creare delle istituzioni elettive capace di prendere decisioni al posto dei partiti. Esistono diverse formule per realizzarlo. Il cancellierato, la repubblica presidenziale e altre ben note ai costituzionalisti.
Io mi limito a ricordavi l’esempio degli Stati Uniti dove i partiti competono per eleggere il presidente ma poi è lui che prende le decisioni di fondo. Se la repubblica partitico parlamentare è al tramonto sarà una di queste strade che, alla fine, seguiremo anche noi.


Lo stato e le istituzioni
26 Aprile
Tutti parlano di crisi dello Stato e delle istituzioni . Tutti chiedono riforme anche se con ricette diverse. Esiste una causa prima di questa percezione , di questo disagio ? Una causa sociologica e non solo politica?
Penso di si. E’ la velocità con lui la gente oggi comunica, si aggrega e prende le decisioni grazie ai cellulari ed internet, mentre i processi previsti dalle istituzioni sono tortuosi e lenti. Le cause civili richiedono dieci o dodici anni di tempo, quelle amministrative hanno procedure esasperanti, nel parlamento ci sono tante giravolte che è complicato perfino fare un decreto legge, figuriamoci mandare a compimento una delle tante riforme invocate. E infine continua ad esistere una diffusa corruzione, un malcostume politico sempre meno sopportato .
Se la discrasia fra esigenze quotidiane dei cittadini e il funzionamento delle istituzioni continuerà ad aumentare, si creeranno tensioni che potrebbero anche generare, come è successo nel periodo 1968 e in quello 1990, movimenti collettivi che distruggono le istituzioni esistenti e nel generano delle nuove. Ma mi sembra più probabile un'altra soluzione.
Nell’evoluzione un organo che ha perso la sua funzione viene sostituito da un altro e resta nel corpo come residuo .
Sul piano sociale le vecchie istituzioni sclerotiche lentamente si indeboliscono e vengono a poco a poco sostituite da nuove che emergono dal basso. Nel campo politico vediamo tutti che i cittadini ormai vogliono leader politici che vivono con loro , che ascoltano le loro richieste , che parlano chiaro e agiscono con decisione per la collettività. Sono queste tendenze che hanno portato alla elezioni di Zaia , Cota e Vendola, ma anche di capipopolo radicali come Grillo . In seguito, quando il movimento sarà finito e, sulla sua spinta sorgeranno partiti, i notabili e gli apparati contano meno. La gente vuole vere guide. La Polverini è stata eletta senza nemmeno il simbolo del partito.
Ma i leaders che si affermano sulla spinta popolare non si fermano di fronte a ostacoli istituzionali che giudicano inutili o dannosi. Essi agiscono con decisione, senza paura e, nelle le aree che amministrano potranno anche arrivare a fare ordinanze in contrasto con le leggi nazionali. Ci sarà perciò una fase di conflitti e di frantumazione. Ma solo una fase perchè poi questa nuova leadership si volgerà alla conquista e alla ricostruzione dello Stato centrale. In sostanza io prevedo un drastico rinnovamento della classe politica dal basso, mentre numerosi vecchi leader spariranno di scena.


Vecchio giovane
15 Marzo
Ci sono delle persone che, grazie alle cure ormoniche, alla ginnastica, alla chirurgia estetica, al trucco, all’abbigliamento, a settant’anni appaiono ancora giovani. Ed alcune lo sono anche interiormente. Altre no, altre interiormente sono vecchie. Cosa vuol dire esattamente essere giovani o vecchi? Quando pensi al giovane ti viene in mente il cucciolo degli animali, morbido elastico , giocherellone, poi la vivacità, la freschezza e lo stupore del bambino. Il giovane lo immagini pieno di energi, rapido, scattante, recupera le forze rapidamente. Sul piano mentale è curioso, sperimenta, impara rapidamente, ha fiducia nel futuro, si adatta alle diverse circostanze, pensa fuori dagli schemi costituiti, è creativo, costruttivo. Nel vecchio tutte queste qualità si irrigidiscono.
Ma è proprio così ? Sono proprio così tutti i giovani che conosciamo? No. Molti sono abitudinari seguono passivamente le mode, le direttive del gruppo, perdono tempo con giochi stupidi. Altri sono pigri, non leggono, non studiano non sanno concentrarsi, non hanno fiducia nel futuro, non sanno porsi e perseguire una meta. Le qualità che abbiamo descritto come tipiche della giovinezza le troviamo piuttosto in alcune persone eccezionali con una grande intelligenza, la mente aperta, la capacità di creare e di rinnovarsi continuamente.
Goethe , Freud , Marie Curie, Simone de Beauvoir, Verdi, Puccini, Charlie Chaplin, sono sempre rimasti giovani. Ma non è necessario avere il loro genio per restare ì giovani. Basta coltivare le nostre qualità umane. Invece molte persone diventano psicologicamente vecchie a trent’anni perche si rinchiudono nelle loro abitudini, nei loro preconcetti, nel loro orizzonte ideologico, non accettano il nuovo, il diverso. Frenno le loro emozioni, non affrontano nuovi problemi, diventano rigide e ripetitive. E se, grazie alla ginnastica, alle diete, alla chirurgia estetica riescono ad apparire fisicamente giovani, quando parlano ti accorgi che interiormente sono rimaste quelle che erano nel passato. Vecchio è chi non evolve.
Per restare psicologicamente giovani servono a poco le palestre e gli interventi estetici.
Bisogna tenere aperta la mente ed il cuore, accettare l’umanità in tutte le sue forme, osservare, studiare il nuovo, cercare di capirlo, non seguire il gregge, non seguire le mode, non farsi trascinare dalla corrente, giudicare con la propria testa, vivere le proprie emozioni, cercare ciò che è intenso, essenziale e il resto buttarlo via.


Movimenti
1 Marzo
Giuseppe De Rita sostiene che la regionalizzazione favorisce l’emergere di leader politici locali in confitto con i leader nazionali. E’ vero, però è solo il segno che l’intero sistema politico- statuale è ad un tempo rigido ed invecchiato e quindi possiamo aspettarci entro alcuni anni un considerevole cambiamento. Ma i grandi cambiamenti non avvengono mai attraverso accordi, riforme, decisioni razionali. Avvengono attraverso movimenti collettivi che maturano in modo sotterraneo ed esplodono inattesi. Solo essi sono in condizione di generare nuove formazioni politiche, essi soli fanno emergere nuovi leaders carismatici. La scienza politica ufficiale storce la bocca davanti a queste mie affermazione. Perchè è fatta da studiosi troppo razionali per ammettere che la storia venga plasmata da sommovimenti emotivi. Ma i fatti non lasciano dubbi.
Lasciamo da parte il secolo scorso in cui i cambiamenti sono stati provocati da movimenti come nazionalismo, comunismo, fascismo , nazismo, maoismo, gollismo, solidarnosc, islamismo, khomeinismo etc. Restiamo in Italia. Anche qui gli ultimi grandi cambiamenti politici sono avvenuti sotto la spinta di movimenti. La prima stagione di movimenti, il cosiddetto sessantotto, è si è svolta fra il 1968 e il 1977.
Da esso sono usciti il potente sindacato unitario la Triplice, Il Manifesto, diversi partitini fra cui Lotta Continua, i gruppi terroristici Lotta continua, Brigate rosse e la grande crescita del PCI con la leadership carismatica di Berlinguer. La seconda stagione di movimenti è avvenuto fra il 1989 e il 1994 con l’affermarsi delle Lega nord sotto la leadership di Bossi, Mani pulite con la leadership di Di Pietro infine Forza Italia con la leadership di Berlusconi. Tre movimenti che hanno generato altrettanti partiti che esistono tuttì’ora e tutti e tre guidati dallo stesso capo carismatico di allora. Dopo non ci sono stati altri movimenti e i nuovi partiti comparsi sulla scena politica tanto il PD come il PDL sono nati da accordi.
Essendo in campagna elettorale non voglio fare nè esempi nè nomi. Parlando da sociologo in termini generali pero posso dire che i nuovi movimenti appaiono sempre la dove nessuno li aspetta e portano sempre al potere persone che nessuno avrebbe mai preso in considerazione. Il movimento crea cambiamento proprio perchè non segue il modo di pensare e le regole valide oggi.
Molti che hanno accumulato un capitale politico sicuri di giocarlo nel prossimo futuro possono perciò avere delle amare delusioni.


Il moderno
22 Febbraio
Quali sono i sociologi che hanno descritto le caratteristiche specifiche delle nostra epoca ? Christopher Lasch nel libro "La cultura del narcisismo" ha dimostrato che uomini e donne danno sempre più l’importanza a se stessi, al proprio corpo,la propria bellezza . Un fenomeno che si manifesta col culturismo , i centri benessere e le palestre, quasi una rinascita del paganesimo . Poi Zygmut Bauman che, con la fortunata formula della Societa liquida , ha messo in evidenza la fragilità , la labilità dei rapporti umani in tutti campi, da quelli professionali a quelli amorosi. Non c’e un più un radicamento nella patria, nella citta, nell’impresa, nella famiglia. Anche la coppia e debole , non e più cementata dalla passione, non dura, si scompone nella promiscuità. Il terzo è il mio carissimo amico Michel Maffesoli che ne "L’ombra di Dioniso" ha messo in evidenza l’emergere nelle società moderna della sfrenatezza dionisiaca. E incominciata con il rock, è esplosa nella orgia collettiva di Woodstock, la vediamo nelle discoteche, nelle movide, nei rave party nelle orgie sempre più diffuse dove, con alcool e droghe, i partecipanti annullano la coscienza un uno stato che gli antichi culti chiamavano “mistico” ed oggi, in un epoca secolarizzata, “sballo”. Poi Maffesoli ne Il tempo delle tribù ha mostrato che gli uomini moderni non formano comunità chiuse legate al territorio e nemmeno partiti rigidi e disciplinati ma si cercano e si associano in modo libero, per affinità di scopo, di gusti, di sesso, spesso in struttura virtuali come i social network formano delle tribù.
Ed io che contributo ho dato alla conoscenza della modernità? Ho messo in evidenza che anche oggi si formano dei legami nei movimenti islamici, e in paesi come la Cina, l’Idia, l’ lran e il Brasile si rafforza il sentimento nazionale. Anche da noi non tutto e liquido, esistono ancora legami solidi che non vogliamo ammettere. Nel campo amoroso dilaga la sessualità promiscua , ma ci innamoriamo ancora e siamo ancora capaci di provare una grande passione per una sola persona e la gelosia più tormentosa. Il mondo contemporaneo non è omogeneo, anzi è lacerato da un dualismo fra tutto ciò che e liquido, superficiale, leggero, artificioso effimero, e all’opposto da tutto ciò che è solido, radicato, profondo , autentico che spesso non ha le parole per esprimersi. E’ a questo mondo di inquietudini e di speranze che ho cercato di dare una voce.


Favara
7 Febbraio
A Favara è crollata una casa fatiscente dove sono morte 2 sorelline. Nello stesso paese erano state costruite da anni case popolari per 50 famiglie che non sono state assegnate e oggi si trovano in rovina. Ma l’Italia e piena di esempi simili: bellissimi ospedali abbandonati, autostrade non finite. Perchè ? Perchè nelle grandi democrazie finita la campagna elettorale il vincitore riconosce i meriti del vinto e, se ha costui fatto qualcosa di buono, lo utilizza, lo sviluppa. In Italia no. La campagna elettorale non finisce mai e il vincitore svaluta e blocca anche le migliori realizzazioni del governo precedente per non dare merito l’avversario.
Un altra causa è la sorda lotta fra personaggi di livello inferiore, assessori, funzionari, ciascuno dei quali vuol dimostrare di avere un potere. In Italia per fare qualsiasi cosa occorrono decine di permessi, di firme congiunte ed e facilissimo bloccare una iniziativa, trovando appiglio, ignorando una pratica, perfino non rispondendo al telefono. Spesso il motore è la vanità: “ così vedrà chi comanda! “
Moltissime persone inoltre concepiscono il lavoro nella pubblica amministrazione come scambio di favori. Io ti faccio il favore di firmare il tuo permesso solo se tu non mi fai un altro favore a cui tengo. Nel frattempo blocco tutto.
Infine molti concepiscono la carica pubblica come privilegio e come un donativo a cui non corrispondono doveri. Se a uno di questi personaggi dai l’incarico di presiedere uno ospedale lui non va nemmeno a vedere l’edificio, però fa dichiarazioni alla stampa, va a trovare con assiduità il boss politico che gli ha assegnato la carica , gli dice che vigila, che controlla , ma non fa niente. Se nascono dei problemi mente perchè non vuol cattiva figura e l‘ istituzione può andare in malora senza che nessuno ne sappia niente.
Al fondo di tutto c’è una mentalità che mette al primo posto il rapporto fra persone , il prestigio ed il potere personale e, all’ultimo i cittadini con i loro bisogni. Un modo di pensare non molto lontano da quella del mafioso che, se non gli pagano il pizzo, incendia un centro commerciale dove lavorano mille persone perche di costoro non gli importa niente.
Con questo modo di pensare come fa il nostro paese a funzionare? Perchè c’e una minoranza che si preoccupa veramente del bene pubblico, che organizza, vigila, controlla finche il risultato non viene raggiunto. Insomma ci sono migliaia di Bertolaso che fanno quello che non fanno gli altri.


La recessione
1 Febbraio
La recessione economica si manifesta prima di tutto come crisi della fantasia, della creatività, chiusura nel recinto ristretto dove non rischi nulla, neanche la fatica di pensare. Se non puoi agire, infatti, smetti di progettare e poi si smetti anche di immaginare, di sognare.
E’ il contrario di quanto avviene nelle grandi fasi di espansione. Dopo la seconda guerra mondiale c’e stato un impetuoso sviluppo economico perche tutti sognavano un mondo nuovo. La creatività non è stata solo economica, ma in tutti i campi. Nella scienza ricordiamo la scoperta del DNA, la teoria dell’informazione, la teoria del caos . Nel cinema registi come Fellini, Hitchcook e attori come Marlon Brando , Sofia Loren e Marylin Monroe. E poi grandi pensatori come Sartre, Camus, Levy Strauss, Raymond Aron.
Nell’attuale recessione invece prevale la paura, la prudenza, per cui non solo non fai cose nuove , ma hai paura del nuovo. Così non appaiono grandi imprenditori, grandi scrittori, grandi pensatori e, se ci sono, non vengono riconosciuti. Il pubblico riceve prodotti scadenti e si abitua al mediocre, al brutto. Qualche anno fa la trasmissione dei pacchi era tenuta da Bonolis che inventava, improvvisava creativamente ed aveva un successo tale da mettere in crisi Striscia la notizia.
Oggi è una recita piatta, stereotipata, noiosa , ma la guardano lo stesso . E così avviene per le brutte fiction e le rubriche con le solite persone che dicono le stesse cose. La gente rinuncia a capire, si accontenta della cronaca legge biografie che sono una prosecuzione del pettegolezzo. In mancanza del nuovo arriva il mostruoso. Nelle vecchie fiere di paese c’ era la donna cannone e la donna serpente . Oggi per fare audience mettono nello spettacolo una escort, un trans, due lesbiche un principe e, se li trovano, un nano e una gigantessa.
Come si esce da una stagnazione che ha, come riscontro, la chiusura delle fabbriche, il fallimento delle piccole imprese, l’incubo della disoccupazione ? Lasciando prima di tutto la palude intellettuale. Non facciamoci rovinare il gusto da cattivi spettacoli, cattivi libri, cattivi film e cattiva musica. Abbiamo a disposizione tutta la più elevata cultura mondiale, approfittiamone, spalanchiamo la mente a ciò che ci arricchisce emotivamente ed intellettualmente. Studiamo, lavoriamo , inventiamoci un lavoro, una attività nuova.
Facciamo quello che avremmo sempre voluto fare e a cui abbiamo rinunciato per timidezza o per paura.


Il futuro
1 Febbraio
Spesso mi chiedono come cambieranno le relazioni fra i sessi quando saranno adulti i ragazzi che oggi hanno ì dodici tredici anni. Che effetto avrà la liberta sessuale, la pornografia precoce, l’ uso delle droghe, il moltiplicarsi dei rapporti web? E rispondo sempre che il futuro non è conoscibile e che sbagliamo coloro che lo immaginano come una espansione del presente. Il cambiamento è sempre discontinuo, per catastrofe. Spesso il punto di partenza è una innovazione tecnologica.
E’ stata la mitragliatrice a creare la guerra di trincea, e poi i carri amati e gli aerei per superarla. Sono stati gli antibiotici a produrre l’enorme aumento della popolazione in Asia in Africa. Sono stati i contraccettivi che hanno permesso alla donna di pianificare le nascite, di avere una vita sessuale libera, di studiare, fare carriera.
Nel prossimo futuro ho l’impressione che le relazioni fra i sessi saranno condizionate dal sempre maggior pregnanza dei rapporti attraverso il web, dalle manipolazioni farmacologiche del sistema nervoso e dall’ingegneria genetica. Già oggi moltissime persone usano sostanze chimiche per eccitarsi, per calmarsi, per dormire, per avere rapporti sessuali, per ricordare o per dimenticare. Si stanno facendo ricerche per poter modificare la memoria e manipolare la passione amorosa.
Ancora più impressionanti le applicazioni della genetica, con cui potremo programmare le caratteristiche fisiche e mentali dei figli ricorrendo a banche di sperma o a manipolazioni del genoma. E come se l’essere umano potesse autocostruirsi come vuole, correndo però il pericolo di diventare artificioso, inautentico
I grandi scrittori hanno spesso intuito i dilemmi fondamentali del loro secolo. George Orwell nel libro 1984 ci ha mostrato la spaventosa capacita di falsificazione del totalitarismo. Aldous Huxley, ne "Il nuovo mondo" ha anticipato la separazione fra sesso e riproduzione, l’inaridimento emotivo e la diffusione delle droghe. Mi ci sono provato anch’io ne I dialoghi degli amanti dove immagino un mondo che sta arrendendosi alla manipolazione genetica e neurofarmacologica, ed i protagonisti ritrovano la propria umanità e la propria verità solo attraverso un grandissimo amore erotico felice, sincero e fedele. Perchè, ce lo conferma anche il successo del film Avatar, tutti noi vogliamo vivere più a lungo, essere più belli, più sani, felici, ma anche essere sempre più noi stessi, autentici, veri, e sentirci profondamente capiti ed amati.


I giovani e casa dolce casa
11 Gennaio
L’ISTAT ha riconfermato quanto sapevamo, cioè che circa i 70° % dei giovani maschi italiani non vanno a vivere da soli ma restano a casa con i genitori fino a trentacinque anni ed oltre. Perchè? La causa più importante , a cui di solito non si pensa , è che le case italiane sono belle, ben arredate e confortevoli . Vi si mangia ancora su un tavolo apparecchiato con tovaglia, piatti, bicchieri e posate, e si mangia bene perche abbiamo un sapere della cucina. In Inghilterra e negli USA le case sono mediamente scadenti , sporche, l’arredamento di pessimo gusto, non c’e cultura culinaria , non si sta a tavola, chiunque entra apre il frigorifero e ingurgita la prima cosa fredda che trova.
Quando i nostri giovani vogliono farsi una casa propria prendono come modello quello dei genitori Un modello difficile e costoso. È perciò più comodo restare con loro serviti dalla mamma. Le ragazze sono più intraprendenti, escono prima, si creano a poco a poco una abitazione graziosa e saranno poi loro ad ospitare i maschi quando vogliono convivere o sposarsi.
Gli anglosassoni hanno sempre mandato i figli a studiare fuori di casa nei college qualche volta già a dodici anni, spesso comunque più tardi quando vanno ad una università prestigiosa e lontana.
I nostri invece sono sempre andati nella scuola sotto casa e , di solito nella Università della loro città. Gli americani inoltre si spostano continuamente per lavoro. Un professore americano può insegnare prima a Boston , poi a Miami e in seguito a Seattle. Da noi, vinto un posto di ruolo, vi si ferma tutta la vita.
Noi italiani siamo radicati nella citta, nel quartiere e nella famiglia. I giovani “mettono su casa”, solo quando vanno a vivere insieme, si sposano ed hanno figli. Ed è la donna che decide quando e come. Ora che lavora e fa carriera lo decide tardi, ma è sempre lei la “ domina “ della casa, della famiglia e dei figli. Quando c’e separazione o divorzio quasi sempre le resta l’abitazione ed è a casa sua che andranno ad abitare l’eventuale nuovo fidanzato o marito.
Non e vero però che gli italiani non sanno muoversi nel mondo . Viaggiano, sono attivi , curiosi, intraprendenti, si adattano con facilita ai costumi di altri luoghi, ma il posto in cui si rigenerano resta la loro casa. Se si fermano definitivamente in altri paesi vi portano qualcosa del nostro gusto, del nostro abbigliamento e del nostro cibo. Per questo abbiamo dappertutto tanti ottimi ristoranti, tanti bravi architetti e tanti negozi di moda.


Le staminali dell'anima
4 Gennaio
Oggi sappiamo che ciascuno di noi porta in sè le staminali, cellule indifferenziati e totipotenti che possono diventare qualsiasi tessuto e qualsiasi organo. Ma sul piano psichico , mentale l’uomo ha addirittura la capacità di rivoluzionarsi, di rinascere, quasi di generare un nuovo sè stesso. Le forze che ci consentono questo rinnovamento possono essere considerate le staminali dell’anima. Alcuni ne fanno poco uso, altri è come se rinascessero diverse volte. Il rinnovamento creativo non e mai solo intellettuale, coinvolge la persona nel suo complesso, è sempre anche un uragano di emozioni e di passioni.
Noi possiamo cambiare città, fare un nuovo lavoro senza essere toccati interiormente, rivoluzionati interiormente. Ci adattiamo all ’ambiente e possiamo anche fare delle cose pregevoli. Ma è completamene diverso quando il mutamento viene dal nostro interno. Allora è come se emergesse e prendesse la parola un nuovo noi stesso, uscito dalle staminali dell’anima. Michelangelo non voleva dipingere la Cappella Sistina, lo faceva per obbligo, senza convinzione,il risultato era mediocre. Poi un giorno ha intuito che poteva rappresentarvi la storia dell’umanità dalla creazione alla fine: è stato come il big bang, un flusso di energia creativa da cui e sorto un nuovo mondo.
Tutti i grandi artisti hanno delle fasi, dei periodi come in Picasso il periodo blu, il periodo rosa, il periodo africano, il cubismo etc.
Ogni nuova fase è una rinascita, un ricominciamento. Qualche volta il rinnovamento è così grande, come nell’innamor amento o nella conversione religiosa, che il personaggio sembra diventato veramente diverso e più giovane non solo per la freschezza intellettuale ed emotiva ma perfino nell’aspetto e nella gestualità. Alcuni autori, pensiamo a Lawrence a Nabokof, hanno scritto le loro opere più innovative e più rivoluzionarie, l’amante di Lady Chatterly e Lolita, da adulti lasciando sconcertati o i loro amici e famigliari.
Ma non sono solo i grandi artisti a rinnovarsi. Tutti noi conosciamo persone che, dopo aver lavorato a lungo come impiegati o con insegnanti, ad un certo punto della loro vita hanno rotto la routine e liberato nuove potenzialità. C’è chi ha creato un ristorante, chi un negozio, chi una impresa, c’è chi ha scritto libri di favole o inventato giocattoli, bellissime bambole. Alcuni hanno scoperto molto tardi la loro vocazione letteraria e sono diventati dei famosi giallisti. Emanuele Kant ha addirittura rivoluzionato la filosofia.





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