AMORE

Negli anni ho continuato ad approfondire lo studio dei sentimenti amorosi, e ne ho dato una descrizione sistematica.

 

Che cos'é l'amore?
Due persone, in un certo momento della loro vita, incominciano un mutamento, si rendono disponibili a staccarsi dai precedenti oggetti d'amore, dai precedenti legami, per dare origine ad una nuova comunità. Allora entrano in stato nascente, uno stato fluido e creativo, in cui si riconoscono reciprocamente e tendono alla fusione. In tal modo essi costituiscono un noi, una collettività ad altissima solidarietà e ad altissimo erotismo.

È all'interno di questo noi che i singoli individui realizzano i loro sogni erotici e non erotici, le loro aspirazioni, le loro possibilità inespresse. L'altissima solidarietà, l'immenso piacere erotico che si danno a vicenda permette a ciascuno di subire e di esercitare fortissime pressioni sull’altro, pressioni che portano alla formazione di un progetto comune, ad una comune visione del mondo.

La nuova coppia nascente é animata da una energia inesauribile e da un traboccante entusiasmo. Il mondo le appare meraviglioso , le possibilità di azione infinite. Elabora una nuova concezione della vita , ristruttura tutti i propri rapporti interni ed esterni , si costruisce una nuova nicchia ecologica.

L'energia creativa, fluida dello stato nascente si trasforma così in struttura, in norma. Sono principi, regole, convenzioni, abitudini , costruiti con slancio, con l'adesione più entusiasta, perché avvengono nel momento della massima spinta alla fusione. Sono patti giurati che custodiscono la speranza e la promessa dello stato nascente, dove traluce sempre l'assoluto. Con il passaggio dall'istituzione allo stato nascente é avvenuta una conversione della struttura - famiglia, casa, figli,amici, idee consolidate - in energia. Adesso avviene il contrario. È l'energia che si traduce di nuovo in struttura: nuova casa, nuovi amici, nuova concezione del mondo.

Domandiamoci ora: cos'é l'amore come emozione, sentimento, esperienza soggettiva, stato dell'animo, in questa prospettiva? L'amore é il risvolto emozionale interiore della nascita di una nuova collettività e di un nuovo me stesso. E la persona amata é il perno, l'asse attorno a cui avviene questa ricostruzione. È l'esperienza del fondermi con lei formando una nuova entità che mi risplasma, mi ricrea e ricrea il mondo in cui vivo. È l'esperienza di scoprirmi parte di un nuovo mondo, di un nuovo cielo ed una nuova terra. E la persona amata é la porta per accedere a tutto questo.

L'amore come emozione d'amore, come slancio, languore, desiderio, spasimo, sogno, é quindi l'energia creativa nel suo manifestarsi. Dell'energia creativa che, attraversandomi, mi usa come sostanza per edificare un nuovo mondo e un nuovo me stesso. Noi perciò amiamo ciò che ci sta creando e che stiamo creando. Di cui siamo ad un tempo figli e genitori. Questo nell'innamoramento. Ma possiamo applicare la stessa definizione anche alle altre forme di amore che conosciamo?

Incominciamo questa verifica partendo dall 'amore della madre per suo figlio. Cosa abbiamo detto? Noi amiamo ciò che stiamo creando e che ci sta ricreando. La madre, già quando aspetta il bambino e poi quando lo allatta, lo nutre, lo alleva sperimenta la creazione di un essere mediante il quale ricrea se stessa. Crea una nuova comunità con un nuovo mondo entro cui entrambi saranno mutati. È la co-creazione di un mondo. Il bambino non é passivo . Risponde ai suoi stimoli e la porta a ridefinire continuamente se stessa, lui e il loro mondo. Questo processo continuerà per tutta la vita. Ed é per questo motivo che l' amore della madre per il figlio e del figlio per la madre dura. Dura perché si rinnova perennemente. Perché, possiamo ora domandarci, questo tipo di amore non corre il rischio di scomparire come, invece, avviene nella coppia? Perché resiste alle più forti frustrazioni, alle delusioni più amare? Perché nella coppia entrano due individui già formati, ciascuno con i propri legami amorosi individuali e collettivi, con le proprie concezioni del mondo.

Nell’innamoramento essi destrutturano il proprio Sé precedente, il proprio mondo precedente. Ma solo in parte. Il processo di co-creazione della coppia avviene attraverso scontri, prove, compromessi. Ciascuno compie delle rinunce, ma tiene saldi alcuni valori. Con il passare del tempo, le due personalità possono avere sviluppi divergenti. L'universo in comune fra genitori e figli é enormemente più esteso. Il processo di aggiustamento reciproco avviene quando il bambino é plastico. E continua giorno dopo giorno sotto la guida del genitore che gestisce il cambiamento, evita che sorgano conflitti insolubili, divaricazioni insopportabili. Queste possono comparire solo nell'adolescenza o nella vita adulta.

Vediamo ora il rapporto amoroso che si stabilisce nell'amicizia. Questa é fondata sul principio del piacere. Non si costituisce a caldo, nel processo di stato nascente. Non c'é fusione iniziale, ardente, rischiosa, appassionata. L'amicizia si costituisce lentamente, incontro dopo incontro, in cui ciascuno getta un ponte fra quello precedente e quello successivo. È il precipitato storico di rapporti riusciti, gratificanti, rassicuranti, divertenti. Anche i due amici tendono ad una parziale fusione, anche loro tendono ad elaborare una comune visione del mondo. Anche loro costituiscono un noi. Ma senza la violenta e radicale distruzione del mondo precedente. Se fra loro esistono fin dall'inizio delle divergenze nelle credenze politiche e religiose, delle diversità di gusti, di abitudini, di opinione, non c'é un processo di fusione in cui vengono sciolte come in un crogiuolo. Permangono e rendono la relazione delicata.

Gli amici restano uniti perché scoprono, a poco a poco, di avere delle affinità elettive, perché compiono uno sforzo volontario di aggiustamento reciproco, cercando ciò che li unisce e non ciò che li divide. Ma se compaiono divergenze ideologiche, contrasti di interesse, o se qualcuno si comporta in modo eticamente scorretto, il rapporto amicale si rompe e di solito la rottura é irreparabile. L'amico può perdonare la menzogna, il tradimento, ma le cose non tornano più come prima. L’amicizia è la forma etica dell'eros. Anche il sentimento amoroso dell'amicizia dipende dalla costruzione comune di un mondo e della propria identità. Si intensifica nei momenti di cambiamento, di crisi, quando ci confidiamo con l'amico, gli chiediamo sostegno e consiglio. Si intensifica con lo scambio delle esperienze, affrontando insieme i problemi, con l'aiuto reciproco, combattendo fianco a fianco contro un avversario, una minaccia, come due cacciatori, come due guerrieri.

Prendiamo adesso l'ammirazione, l'adorazione per un divo alla cui base abbiamo posto il meccanismo dell'indicazione. Quando questo interesse é molto forte, il personaggio diventa una componente importante dei processi di definizione di se stesso e del mondo. Pensiamo a cosa rappresentano, per gli adolescenti, i campioni sportivi, i divi dello spettacolo, i cantanti di musica leggera. Essi li prendono come modelli di identificazione. Le giovani donne partecipano alle vicende amorose del loro divo preferito. Talvolta fantasticano una vita di coppia con lui.

Ancora più profondo é il processo che avviene nel rapporto con il capo carismatico di un movimento politico o religioso. Il capo carismatico é colui che interpreta la situazione storica, che da un senso al mondo, che stabilisce la meta, la direzione. L'amore per il capo carismatico rassomiglia a quello che proviamo per la persona di cui siamo innamorati. E se il capo resta tale per molto tempo, l’amore per lui si affianca all'amore per la madre o per il padre, e costituisce un punto fisso di riferimento per tutti i problemi della vita.

Questa definizione dell'amore vale anche per il meccanismo della perdita. Nella perdita il nostro mondo consolidato, familiare, i nostri oggetti stabili di riferimento, le nostre mete vengono sconvolti, minacciati di distruzione. Ci troviamo improvvisamente di fronte all'abisso del nulla. Allora siamo costretti a riesaminare il valore di tutte le cose che abbiamo, a ripensare noi stessi, la nostra vita, il nostro futuro. A ridefinire ciò che vale, ciò che non vale. La lotta per sottrarre il nostro oggetto d'amore individuale o collettivo alla perdita, é perciò una ricostruzione del mondo. Non é l'apparizione di un mondo nuovo, non è la marcia verso la terra promessa. Ma é pur sempre la marcia verso la patria perduta di cui si é riscoperto il valore e la bellezza. Della patria che si deve riconquistare con la consapevolezza che é il massimo bene, e che per essa vale la pena anche di morire.

Abbiamo così visto che tutte le forme di amore, tanto quelle che sorgono dallo stato nascente come dagli altri meccanismi, il piacere, l’ indicazione e la perdita, comportano sempre la creazione o la ricreazione di una collettività di cui facciamo parte e che ci plasma. Possiamo quindi concludere dicendo che l'amore é l'aspetto soggettivo, emozionale del processo in cui noi generiamo, mentre siamo a nostra volta generati da qualcosa che ci trascende. Da tutto quanto abbiamo detto deriva una importantissima conseguenza. Che, se l'amore dura, se si prolunga nel tempo, vuol dire che continuano ad agire i processi, i meccanismi che hanno agito nel momento iniziale, della rivelazione, della scoperta, dell'innamoramento. L'amore , se esiste, in quando esiste, é sempre "nascente". E sempre scoperta, rivelazione, ammirazione, adorazione, desiderio di congiungimento con qualcosa che ci trascende e che da ordine e senso al mondo.La persona che amiamo é sempre, nel momento in cui l'amiamo, ciò che ci si sta rivelando come il perno del mondo, ciò in cui traluce l'essenza del mondo, l'ordinatore del mondo.

L'amore é perciò sempre brivido dell'assoluto nel contingente, qualcosa di misterioso, meraviglioso e divino. E, quando é ricambiato, é dono, grazia che chiede lode e riconoscenza.



Estratto da "Ti amo", Francesco Alberoni, Garzanti




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